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Comitati Endoconsiliari

Il Consiglio di Amministrazione ha costituito al suo interno quattro comitati con funzioni propositive, istruttorie e consultive: Comitato Controllo e Rischi, Comitato Nomine, Comitato Remunerazioni, Comitato Scenari e Sostenibilità.

Comitato Controllo e Rischi

Il Comitato Controllo e Rischi ha il compito di supportare, con un’adeguata attività istruttoria, le valutazioni e le decisioni del Consiglio di Amministrazione relative al Sistema di controllo interno e gestione dei rischi nonché quelle relative all’approvazione delle relazioni finanziarie periodiche.

Deve essere composto da amministratori non esecutivi, la maggioranza dei quali indipendenti. Almeno un componente del Comitato, e in ogni caso il Presidente, deve possedere un’adeguata esperienza in materia contabile e finanziaria o di gestione dei rischi.

L’attuale Comitato Controllo e Rischi è formato da cinque consiglieri, tutti indipendenti e in possesso di conoscenze, competenze ed esperienze tali da poter comprendere appieno e monitorare le strategie e gli orientamenti al rischio della Banca.

Membri del Comitato Controllo e Rischi

Il Comitato Controllo e Rischi formula il proprio parere preventivo al Consiglio di Amministrazione in ordine a:

  • Le linee di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi;
  • L’adeguatezza del sistema di controllo interno e gestione dei rischi rispetto alle caratteristiche dell’impresa e al profilo di rischio assunto, nonché alla sua efficacia;
  • Il piano di lavoro predisposto dal responsabile della funzione di internal audit;
  • Le principali caratteristiche del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e l’adeguatezza dello stesso;
  • I risultati esposti dal revisore legale nell’eventuale lettera di suggerimenti e nella relazione sulle questioni fondamentali emerse in sede di revisione legale.

Fornisce il proprio preventivo parere favorevole (vincolante) relativamente alla nomina e revoca del responsabile della funzione di internal audit e all’attribuzione di risorse adeguate all’espletamento delle responsabilità dello stesso da parte del Consiglio di Amministrazione.

Nell’assistere il Consiglio di Amministrazione, il Comitato Controllo e Rischi:

  • Valuta unitamente al Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, sentiti il revisore legale e il Collegio Sindacale, il corretto utilizzo dei principi contabili e la loro omogeneità ai fini della redazione del bilancio consolidato;
  • Esprime pareri su specifici aspetti inerenti alla identificazione dei principali rischi aziendali;
  • Esamina le relazioni periodiche, aventi per oggetto la valutazione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, e quelle di particolare rilevanza predisposte dalla funzione internal audit;
  • Monitora l’autonomia, l’adeguatezza, l’efficacia e l’efficienza della funzione internal audit;
  • Può chiedere alla funzione di internal audit lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative, dandone contestuale comunicazione al Presidente del Collegio Sindacale;
  • Esamina i piani annuali delle Funzioni di controllo e le relazioni sulla loro attuazione;
  • Individua e propone, avvalendosi del contributo del Comitato Nomine, i responsabili delle funzioni aziendali di controllo da nominare;
  • Contribuisce, per mezzo di valutazioni e pareri, alla definizione della politica aziendale di eventuale esternalizzazione di funzioni aziendali di controllo;
  • Verifica che tutte le funzioni aziendali di controllo si conformino correttamente alle indicazioni e alle linee guida approvate dal Consiglio di Amministrazione e coadiuva quest’ultimo nella messa a punto del documento di coordinamento delle funzioni di controllo e in generale del sistema dei controlli interni aziendale e di gruppo.

Con particolare riferimento ai compiti in materia di gestione e controllo dei rischi, il Comitato Controllo e Rischi svolge funzioni di supporto al Consiglio di Amministrazione:

  • Nella definizione e approvazione degli indirizzi strategici e delle politiche di governo dei rischi. Nell’ambito del Risk Appetite Framework (RAF), il Comitato svolge l’attività valutativa e propositiva necessaria affinché il Consiglio di Amministrazione possa definire e approvare gli obiettivi di rischio e la soglia di tolleranza;
  • Nella verifica della corretta attuazione delle strategie, delle politiche di governo dei rischi e del RAF;
  • Nella definizione delle politiche e dei processi di valutazione delle attività aziendali, inclusa la verifica che il prezzo e le condizioni delle operazioni con la clientela siano coerenti con il modello di business e le strategie in materia di rischi.

Il Presidente del Collegio Sindacale – e/o altro sindaco di volta in volta designato dal Presidente – assiste ai lavori del Comitato. Se ritenuto opportuno, il Comitato Controllo e Rischi e il Collegio Sindacale si riuniscono congiuntamente.

Il Comitato Controllo e Rischi, composto da soli amministratori indipendenti, svolge inoltre le funzioni in materia di operatività con Parti Correlate e/o Soggetti Collegati.

Nel corso del 2025 il Comitato si è riunito 21 volte, cinque delle quali in forma congiunta con il Collegio Sindacale; la durata media delle riunioni è stata di circa due ore. Il Collegio Sindacale, nella sua totalità o garantendo comunque la presenza di almeno due componenti effettivi, ha assistito a tutte le riunioni tenutesi nel 2025

Dall’inizio dell’anno 2026 il Comitato si è riunito sei volte, delle quali due in via congiunta con il Collegio Sindacale; sono state programmate 21 riunioni per il 2026.

Per approfondire il sistema di controllo interno e gestione rischi:

Comitato Nomine

Il Comitato Nomine supporta il Consiglio di Amministrazione nei processi legati in particolare alla nomina o cooptazione di consiglieri, alla valutazione della composizione quali-quantitativa ottimale del CdA, alla procedura di autovalutazione del Consiglio e alla definizione dei piani di successione delle posizioni apicali.

Deve essere composto da almeno tre membri scelti fra i consiglieri non esecutivi, la maggioranza dei quali indipendenti. I membri devono possedere le competenze funzionali allo svolgimento dei compiti attribuiti al Comitato.

L’attuale Comitato Nomine è composto da tre membri, tutti indipendenti.

Membri del Comitato Nomine

Il Comitato svolge funzioni istruttorie, di natura propositiva e consultiva:

  • formula pareri al Consiglio di Amministrazione in merito: (a) alla dimensione e alla composizione quali-quantitativa dello stesso ed esprime raccomandazioni in merito alle figure professionali la cui presenza all’interno del Consiglio di Amministrazione sia ritenuta opportuna; (b) al numero massimo di incarichi di amministrazione e controllo, in conformità alla normativa di settore e alla regolamentazione interna tempo per tempo vigente; (c) alla eventuale valutazione di posizioni rilevanti ai sensi dell’articolo 2390 del codice civile.
    Con riferimento all’esigenza di assicurare un adeguato grado di diversificazione nella composizione collettiva dell’organo, il Comitato Nomine, fermi restando gli obblighi posti dalla disciplina delle banche quotate, fissa un obiettivo in termini di quota di genere meno rappresentato e predispone un piano per accrescere questa quota sino al target fissato;
  • propone al Consiglio di Amministrazione candidati alla carica di amministratore nei casi di cooptazione.
  • valuta, su richiesta del Consiglio di Amministrazione, le candidature, dei soggetti che rivestiranno incarichi nelle società controllate;
  • predispone, di concerto con le competenti funzioni aziendali, i Piani di Successione del Gruppo Banca Ifis e coordina il processo disciplinato negli stessi;
  • sovrintende al processo di autovalutazione degli organi societari; in particolare propone al Presidente del Consiglio di Amministrazione il personale indicato di condurre il processo di autovalutazione degli Organi con funzione di supervisione strategica e di gestione;
  • propone al Consiglio gli ambiti del piano di formazione emersi dall’esecuzione del processo di autovalutazione e sovraintendere alla fruizione dei corsi selezionati dal Consiglio, provvedendo a fornirne evidenza ai fini della redazione della Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari;
  • verifica la sussistenza dei requisiti e dei criteri previsti dall’articolo 26 del D.lgs. n. 385/1993 (TUB) e della relativa disciplina di attuazione, anche di natura regolamentare, tempo per tempo vigente, in capo ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo;
  • verifica la presenza, in capo agli Organi Aziendali (Consigli di Amministrazione e Amministratore Delegato), di conoscenze, abilità ed esperienze adeguate a comprendere i rischi di riciclaggio correlati all’attività e al modello di business.

Il Comitato inoltre:

  • Supporta il Comitato Controllo e Rischi nell’individuazione e nella proposta al Consiglio di Amministrazione dei responsabili delle funzioni aziendali di controllo da nominare.

Nell’esercizio 2025, il Comitato Nomine si è riunito in 10 occasioni. Le riunioni hanno registrato una durata media di circa trentadue minuti. Per l’esercizio 2026 sono state programmate 6 riunioni.

Comitato Remunerazioni

Il Comitato Remunerazioni supporta il Consiglio di Amministrazione nella definizione delle politiche di remunerazione e incentivazione del Gruppo e nel monitoraggio delle decisioni adottate dal Consiglio al riguardo.

Deve essere composto da tre a cinque membri scelti fra gli amministratori non esecutivi, la maggioranza dei quali indipendenti (fra cui il Presidente del Comitato).

Membri del Comitato Remunerazioni

Al Comitato Remunerazioni spettano i seguenti compiti:

  • Fornire consulenza e formulare proposte al Consiglio di Amministrazione per la remunerazione e l’incentivazione degli esponenti aziendali (inclusi gli amministratori esecutivi e gli altri amministratori investiti di particolari cariche), dei dirigenti con responsabilità strategiche e dei responsabili delle funzioni di controllo interno della Capogruppo  anche tenendo conto delle pratiche di remunerazione diffuse nei settori di riferimento e per società di analoghe dimensioni, considerando anche le esperienze estere comparabili e avvalendosi all’occorrenza di un consulente indipendente -, nonché sulla fissazione degli obiettivi di performance correlati alla componente variabile di tale remunerazione; fornire consulenza in materia di determinazione dei criteri per la remunerazione del restante personale “più rilevante” individuato in seno alla Capogruppo e alle altre società del Gruppo nel rispetto delle vigenti disposizioni di vigilanza;
  • supportare l’organo con funzione di supervisione strategica nell’analisi della neutralità delle politiche di remunerazione rispetto al genere e nella verifica sull’eventuale divario retributivo di genere (gender pay gap) e la sua evoluzione nel tempo;
  • esprimersi, anche avvalendosi delle informazioni ricevute dalle funzioni aziendali competenti, sugli esiti del processo di identificazione del personale più rilevante, ivi comprese le eventuali esclusioni, nel rispetto delle disposizioni di vigilanza;
  • valutare periodicamente l’adeguatezza, la coerenza complessiva e la concreta applicazione delle politiche di remunerazione del Gruppo, avvalendosi a tale ultimo riguardo delle informazioni fornite dall’Amministratore Delegato, se del caso, formulando al Consiglio di Amministrazione proposte in materia;
  • vigilare direttamente sulla corretta applicazione delle regole relative alla remunerazione dei responsabili delle funzioni di controllo interno della capogruppo e delle altre società del gruppo, in stretto raccordo con il Collegio Sindacale;
  • curare la preparazione della documentazione da sottoporre al Consiglio di Amministrazione della capogruppo per le relative decisioni;
  • collaborare con gli altri comitati interni al Consiglio di Amministrazione, in particolare con il Comitato Controllo e Rischi, laddove la coincidenza di una componente significativa dei membri dei due Comitati non garantisca, ipso facto, tale collaborazione;
  • assicurare il coinvolgimento della Funzione Internal Audit, della funzione Risk Management e della funzione Compliance, della direzione Human Resources e della direzione Strategic Planning nel processo di elaborazione e controllo delle politiche e prassi di remunerazione del gruppo;
  • monitorare l’applicazione delle decisioni adottate dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo e delle altre società del Gruppo in materia di remunerazione, e in particolare esprimersi, anche avvalendosi delle informazioni ricevute dalle strutture aziendali, sul raggiungimento degli obiettivi di performance cui sono legati i piani di incentivazione e sull’accertamento delle altre condizioni poste per l’erogazione dei compensi;
  • formulare proposte al Consiglio di Amministrazione della capogruppo in ordine ai criteri di attribuzione di stock options o di assegnazione di azioni a favore di amministratori e dipendenti del Gruppo;
  • a quest’ultimo riguardo, ove possibile, fornire interpretazione nei casi controversi e rettificare le condizioni di assegnazione di ciascuna tranche nonché regolamentare l’esercizio dei diritti emergenti in caso di operazioni di natura straordinaria sul capitale della Capogruppo (fusioni, aumenti di capitale gratuiti o a pagamento, frazionamenti o raggruppamenti di azioni ecc.);
  • esaminare preventivamente la Relazione annuale sulla Politica in materia di Remunerazione e sui Compensi Corrisposti, da mettere a disposizione del pubblico in vista dell’assemblea annuale di bilancio;
  • fornire adeguato riscontro sull’attività svolta agli organi aziendali, compresa l’Assemblea dei Soci.

Inoltre, Il Comitato valuta almeno una volta all’anno l’adeguatezza, la coerenza complessiva e la concreta applicazione delle politiche di remunerazione del Gruppo e riferisce all’Assemblea dei soci della Capogruppo sull’attività svolta.

Nell’esercizio 2025 il Comitato si è riunito 11 volte; la durata media delle riunioni è stata di circa 32 minuti.

Ad eccezione della riunione d’insediamento tenutasi a valle dell’Assemblea, alle riunioni del Comitato ha sempre partecipato sempre almeno un membro del Collegio Sindacale.

Comitato Scenari e Sostenibilità

Il Comitato Scenari e Sostenibilità ha il compito di supportare, con attività istruttorie, propositive e consultive, le valutazioni e le decisioni relative alle questioni di sostenibilità in ogni sua declinazione connesse all’esercizio dell’attività d’impresa e alle sue dinamiche di interazione con tutti gli stakeholder, alla responsabilità sociale d’impresa, all’esame degli scenari per la predisposizione del piano strategico anche in base all’analisi dei temi rilevanti per la generazione di valore nel lungo termine e, più in generale, alla governance di sostenibilità della Banca e del Gruppo.

Deve essere composto, oltre che dal Presidente del Consiglio di Amministrazione, di regola, da altri tre a cinque membri scelti tra i componenti non esecutivi, la maggioranza dei quali indipendenti. I componenti devono possedere competenze nell’ambito della sostenibilità in ogni sua declinazione funzionali allo svolgimento dei compiti che sono chiamati a svolgere.

L’attuale Comitato Scenari e Sostenibilità è formato da cinque consiglieri, tre dei quali indipendenti.

Membri del Comitato Scenari e Sostenibilità

Al Comitato Scenari e Sostenibilità spettano i seguenti compiti:

  • esamina gli scenari di lungo termine rilevanti al fine della predisposizione del piano strategico triennale e supporta a riguardo il Consiglio di Amministrazione nell’attività di definizione degli indirizzi e obiettivi strategici e di predisposizione del piano strategico triennale;
  • esamina e valuta in che modo la transizione climatica, la decarbonizzazione, l’innovazione tecnologica, la chimica verde e l’economia circolare impattano sulle attività della Banca e del Gruppo e in che modo le relative attività possono continuare ad assicurare la creazione di valore nel tempo per gli azionisti e per gli stakeholder;
  • supporta il Consiglio di Amministrazione nell’esame degli altri aspetti della sostenibilità in ogni sua declinazione, rilevanti ai fini della definizione degli indirizzi e obiettivi strategici, anche di lungo termine, della Banca e del Gruppo;
  • analizza il modello di business della Banca e del Gruppo in ottica di sostenibilità nel lungo periodo e al fine di valutarne l’impatto su tutti gli stakeholder. Allo scopo, stabilisce – con il supporto del Comitato Sostenibilità – KPI e obiettivi da sottoporre all’approvazione del Consiglio di Amministrazione;
  • verifica costantemente l’evoluzione della normativa in materia ESG e di sostenibilità in ogni sua declinazione e formula al Consiglio di Amministrazione iniziative, piani e proposte di adeguamento della normativa interna della Banca e del Gruppo a fini di aggiornamento;
  • supporta il Consiglio di Amministrazione e gli altri organi e funzioni aziendali competenti nella predisposizione della rendicontazione di sostenibilità in conformità alla normativa alle best practice tempo per tempo vigenti;
  • formula proposte strategiche in materia ESG e di sostenibilità in ogni sua declinazione da sottoporre al Consiglio di Amministrazione;
  • rilascia pareri e opinioni al Consiglio di Amministrazione, al Collegio Sindacale e agli altri Comitati endoconsiliari nonché ad ogni funzione aziendale competente quando da questi richiesto sulle materie di propria competenza.

Nell’esercizio 2025, il Comitato Scenari e Sostenibilità si è riunito in una occasione e la riunione ha registrato una durata di circa 35 minuti. Per l’esercizio 2026, sono state programmate 4 riunioni.