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30/03/2022
13:54

Banca Ifis: lo sport in Italia vale 96 miliardi di euro. Una ricchezza pari al 3,6% del PIL

  • Banca Ifis lancia il primo Osservatorio sullo Sport System italiano per rispondere alla richiesta UE di misurare la dimensione economica e sociale dello sport
  • In Italia circa 35 milioni di appassionati, di cui 15,5 milioni di praticanti: il calcio resta lo sport più amato dagli italiani, al secondo posto c’è il nuoto
  • Il settore occupa 389 mila persone: il 59% delle quali nelle circa 74 mila società sportive professionistiche, associazioni dilettantistiche e società di gestione degli impianti
  • La stima dei benefici: ogni milione di euro di investimenti pubblici nello sport attiva quasi 9 milioni di risorse private che generano oltre 20 milioni di ricavi
  • Lo sport crea valore sociale oltre che economico: 10 miliardi di euro la stima delle esternalità positive generate annualmente
  • Il rapporto e i dati economici diventano un ebook digitale e cartaceo a disposizione dei decision maker per assumere decisioni strategiche

Roma 30 marzo 2022 – Con circa 35 milioni di appassionati, di cui 15,5 milioni di praticanti abituali, lo Sport System è un settore di primaria importanza per l’economia e la società italiana. Nel 20191, prima dell’emergenza Covid, lo sport ha generato ricavi per 95,9 miliardi di euro, con un’incidenza sul Pil italiano del 3,6%, dando lavoro a circa 389 mila persone. È quanto emerge dal primo Osservatorio sullo Sport System realizzato dall’Ufficio Studi di Banca Ifis e illustrato oggi presso la sede del CONI alla presenza di Giovanni Malagò, Presidente del CONI, e di Ernesto Fürstenberg Fassio, Vice Presidente di Banca Ifis. L’osservatorio è nato per rispondere alla richiesta della Commissione UE agli Stati membri di misurare la dimensione economica di tutte le componenti dello sport e per offrire ai decision maker pubblici e privati dati e informazioni fondamentali per assumere decisioni strategiche.

“Lo sport è un importante veicolo di benessere e crescita per la società e le organizzazioni. Da questo presupposto nasce la volontà di Banca Ifis di dare vita al primo Osservatorio sullo Sport System italiano, che misura l’impatto economico e sociale dello sport nel nostro Paese – commenta Ernesto Fürstenberg Fassio Vice Presidente di Banca Ifis -. Un’iniziativa che si inserisce nell’ambito dei numerosi progetti avviati recentemente dalla Banca, come le sponsorizzazioni sportive e le attività a sostegno dei settori giovanili, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di uno dei principali settori economici e valoriali dell’Italia”.

“Sono grato a Banca Ifis che investe nello sport credendo nell’importanza che riveste a livello sociale. Conosco bene Ernesto Fürstenberg Fassio e apprezzo la sua particolare sensibilità nei confronti del nostro movimento, testimoniata dai piccoli e grandi gesti compiuti in questi anni – commenta Giovanni Malagò, Presidente del CONI -. Il fondamentale sostegno ai Mondiali di sci alpino disputati Cortina e le risorse donate CONI per premiare i medagliati mondiali juniores delle discipline olimpiche rappresentano un esempio tangibile dell’impegno di questa grande realtà nei nostri confronti. I dati forniti dal qualificato e appassionato lavoro dell’Osservatorio sullo Sport System saranno uno strumento importante per leggere la forza e le straordinarie potenzialità del sistema. Posso solo ribadire i miei più sinceri ringraziamenti a Ernesto e a Banca Ifis”.

Quanto vale lo sport in Italia

Nel 2019, considerato come anno medio di riferimento1, lo Sport System italiano ha generato ricavi per 95,9 miliardi, con un’incidenza sul Pil nazionale del 3,6%. La principale componente del settore è rappresentata dagli operatori “core”, ovvero le associazioni e le società sportive dilettantistiche e professionistiche, gli enti di promozione sportiva, le federazioni e le società di gestione degli impianti. Si tratta complessivamente di oltre 74.000 realtà che nel 2019 davano lavoro a 228.000 persone generando ricavi per 46,4 miliardi (il 48% di tutto lo Sport System, l’1,65% del Pil italiano). Rilevante anche il contributo allo Sport System degli operatori che si muovono “a valle” della filiera, ovvero le società del settore media per quanto concerne i ricavi generati attraverso i contenuti dedicati allo sport, il settore delle scommesse sportive, i servizi collegati alla fruizione degli eventi sportivi (trasporti, hospitality, ristorazione, shopping). Nell’anno di riferimento il valore di questo comparto è stato di 22,6 miliardi (il 23% dello Sport System italiano, lo 0,89% del Pil nazionale).
Nella rilevazione compiuta dall’Osservatorio sullo Sport System di Banca Ifis figurano anche le aziende che operano “a monte” della filiera. In questo settore rientrano i produttori di abbigliamento, attrezzature e veicoli sportivi. Si tratta di circa 10.000 aziende e 161.000 addetti che nel 2019 hanno generato un fatturato di 17,3 miliardi (il 18% dei ricavi dello Sport System italiano, lo 0,47% del Pil).

I benefici sociali generati dallo sport

La quarta componente dello Sport System mappata dall’Osservatorio è rappresentata infine dal valore indiretto generato dallo sport per l’economia e la società italiana. Nel 2019 lo sport italiano ha prodotto esternalità positive per quasi 10,1 miliardi. Di questi circa 5,3 miliardi rappresentano il risparmio per il Sistema sanitario nazionale delle spese per la cura di alcune patologie (infarto e disturbi coronarici, cancro al seno, tumore del colon-retto, diabete di tipo 2, ecc). Complessivamente le esternalità rappresentano l’11% del valore generato dello Sport System con un’incidenza sul Pil italiano dello 0,56%.

 

2020: l’impatto del Covid sullo Sport System italiano

Nel 2020 le misure di contenimento della pandemia hanno determinato una flessione dei ricavi e degli occupati. Il comparto più colpito in termini assoluti è stato quello delle associazioni e delle società sportive, che hanno visto il proprio fatturato passare dai 40,2 miliardi del 2019 ai 32,5 miliardi del 2020, con un calo di 7,7 miliardi (-19%). Flessione che ha avuto ripercussioni importanti anche sul numero degli occupati scesi di 30.000 unità (dai 189 mila del 2019 ai 159 mila del 2020). Rilevante la contrazione della spesa legata agli eventi sportivi, sospesi nel mese di marzo 2020 e ripartiti, ma solo a porte chiuse, nel giugno successivo. L’indotto generato dagli eventi sportivi si è attestato a circa 2 miliardi rispetto ai 7,6 miliardi del 2019, bruciando 5,6 miliardi di euro (-74%). Colpito anche il comparto dell’impiantistica sportiva, il cui giro d’affari è sceso dai 6,2 miliardi del 2019 ai 2,3 miliardi del 2020, con una flessione in termini assoluti di 3,9 miliardi (-63%). La lunga sospensione dell’attività sportiva, specie di natura dilettantistica e amatoriale, ha avuto un impatto anche sulle esternalità, scese da 10,1 a 2,0 miliardi.

 

2021: segnali di ripresa, è tempo di investire

Nel 2021, grazie al ritorno del pubblico alle manifestazioni sportive, alla ripresa dell’attività dilettantistica e amatoriale e alla progressiva riapertura di piscine, palestre e centri sportivi, si registra un parziale recupero dei ricavi a 78,8 miliardi (3% del PIL). Ma per tornare ai livelli pre-pandemici e per sostenere lo sviluppo di tutto il comparto saranno fondamentali gli investimenti pubblici e privati. Secondo l’Osservatorio, sull’anno medio di riferimento c’è un effetto moltiplicatore: 1 milione di investimenti pubblici attiva quasi 9 milioni di risorse private che generano un fatturato annuo di 20 milioni, 2,3 volte superiore agli investimenti privati.
Gli investimenti pubblici hanno una forza propulsiva particolarmente elevata perché lo sport aggiunge a produzione e consumi elementi specifici legati al benessere, all’intrattenimento e alla salute in grado di amplificare il valore economico da esso generato. Non è tuttavia possibile prescindere dalla combinazione della spesa pubblica con le risorse private messe in campo dalle società sportive e di gestione degli impianti sportivi. Infatti, nell’anno medio di riferimento, a fronte di una spesa pubblica di 4,7 miliardi, gli operatori core dello Sport System (associazioni e società sportive, federazioni, enti di promozione sportiva, società di gestione degli impianti) hanno movimentato risorse per 41,8 miliardi tra spese per materie prime, servizi, personale e ammortamenti di beni materiali e immateriali, contribuendo a generare un valore complessivo di 95,9 miliardi.

 

Gli italiani e lo sport

Sono circa 35 milioni gli italiani che seguono e si interessano ad almeno uno sport, e 15,5 milioni gli italiani che lo praticano regolarmente. Il calcio è lo sport più praticato in Italia (34% tra gli over 18) e anche quello che beneficia del maggiore ammontare di contributi pubblici. Ma anche altri sport hanno una diffusione rilevante, pur ricevendo un minor supporto economico. Il nuoto, ad esempio, è la seconda disciplina praticata con una penetrazione del 29%, a soli 5 punti dalla prima posizione, pur incassando meno di un terzo dei contributi pubblici ricevuti dal calcio.
Il successo dei diversi sport è legato anche variabili non economiche legate all’efficacia delle iniziative delle singole federazioni e dell’effetto «trascinamento» dei successi nazionali e internazionali dei nostri campioni.
Lo dimostra in modo chiaro l’analisi del trend della fanbase degli atleti italiani durante le Olimpiadi di Tokyo 2020. Il coinvolgimento delle persone nei singoli sport è fortemente collegato ai successi sportivi e alla potenza comunicativa dei singoli atleti, quali ad esempio Federica Pellegrini e Marcell Jacobs.

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