07/07/2021
09:41

Nuova Definizione di Default: factoring e opportunità per le imprese

A gennaio 2021 è entrata in vigore la Nuova Definizione di Default (New DOD) in base alla quale un soggetto si considera in past due, letteralmente “scaduto/deteriorato”, se è in arretrato per più di 90 giorni consecutivi su un pagamento spettante alla propria banca.

In questo breve articolo vi riassumerò le opportunità concesse dalle operazioni di factoring a beneficio delle aziende e chiarirò alcuni aspetti che potrebbero aver creato allarmismi.
 

Factoring e Nuova Definizione di Default: cosa accade?

 

I vantaggi per i clienti con factoring pro solvendo

Fino al 31 dicembre 2020 un cliente che operava tramite factoring pro solvendo poteva risultare in past due a causa del ritardo nei pagamenti da parte dei suoi clienti (debitori ceduti), senza colpe dirette e con limitata possibilità di intervento, salvo chiudere l’esposizione pagando al posto del suo cliente.

Con l’entrata in vigore della Nuova Definizione di Default, invece, l’impresa che cede il proprio credito commerciale alla Banca tramite un accordo di factoring pro solvendo può considerarsi in past due solo nel caso in cui abbia un’esposizione verso la Banca superiore ai crediti ceduti. I motivi per cui ciò potrebbe verificarsi sono da cercare in eventi successivi all’anticipazione dei crediti ceduti come la presenza di note di credito o il mancato pagamento delle competenze da parte del cedente. Questi ha dunque il pieno controllo sulle proprie scadenze e non dipende dal comportamento dei debitori ceduti alla Banca.

Una corretta gestione dei rapporti con i propri clienti e un puntuale pagamento delle competenze (interessi e commissioni) verso la Banca consentono, quindi, all’impresa che ha stipulato un accordo di factoring pro solvendo di rimanere sempre in bonis, senza rischi di essere classificata tra le posizioni deteriorate a causa del past due.

 

Cosa accade nei casi di factoring pro soluto

Il factoring pro soluto prevede il trasferimento del rischio di credito del cedente sulla Banca. La valutazione dell’esposizione e il calcolo dello scaduto vengono dunque effettuati sul debitore ceduto e la presenza di ritardi nei pagamenti può comportare il suo passaggio in default.

 

Alcuni aspetti tecnici per comprendere meglio gli impatti della New DOD.

 

Il calcolo dei giorni di default è cambiato: in precedenza una fattura si considerava scaduta quando erano trascorsi più di 90 giorni dal suo termine di pagamento originario (o altro termine concordato).

In base alla Nuova Definizione di Default invece si considera la continuità dello scaduto, per cui una posizione può andare in past due (con le regole definite prima) anche se non si hanno singole posizioni scadute o sconfinate da più di 90 giorni, ma a causa di più fatture non pagate che con la somma dei loro giorni di scaduto continuativo hanno superato i 90 giorni.

Per questo motivo è molto importante che le aziende, anche ovviamente in base al loro potere contrattuale, definiscano le date di pagamento delle fatture in maniera coerente con la propria capacità e programmazione finanziaria.

Altra importante novità è rappresentata dall’introduzione del periodo di osservazione di 3 mesi per il rientro in bonis di una posizione classificata in past due, periodo durante il quale la controparte deve dimostrarsi buon pagatore, ossia adempiere regolarmente ai propri impegni finanziari senza ritardi.

Come si può evincere da questa breve rappresentazione, la New DOD è, in alcuni ambiti, più stringente rispetto al passato, ma può offrire anche opportunità da cogliere per una gestione corretta dell’operatività e la costruzione di un rapporto commerciale proficuo con i propri clienti e la Banca.

 

di
Pasquale Naclerio, Responsabile Direzione Grandi Rischi e Monitoraggio

Laureato in Economia Aziendale a Venezia dopo precedenti esperienze come libero professionista e come Credit Analyst in una società di Assicurazione del Credito, sono entrato in Banca Ifis nel 2002. Ho sempre ricoperto ruoli attinenti alla valutazione e alla gestione del credito, riguardanti prevalentemente i debitori ceduti nelle operazioni di factoring. Da giugno 2019 Responsabile della Direzione Grandi Rischi e Monitoraggio coordinando i team che si occupano della valutazione dei debitori ceduti e di tutte le operazioni di importi maggiori e del monitoraggio delle controparti della banca per contribuire ad intercettare le posizioni a rischio e contenere il costo del credito della banca.

 

 

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Per le condizioni contrattuali del Factoring, consulta il foglio informativo disponibile presso le filiali e sulla sezione Trasparenza del sito www.bancaifis.it.

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