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Digital finance: come evolve il rapporto tra banca e impresa

Un mercato sempre più dinamico e interconnesso pone sempre nuove sfide sia alle imprese sia a chi ogni giorno le affianca nel loro percorso di crescita e sviluppo. La digitalizzazione è un elemento entrato sempre più nelle relazioni commerciali tra aziende, oltre che nei rapporti con gli istituti finanziari. Quali cambiamenti ha portato questa evoluzione? Ce lo spiega Sebastiano Gasti, Responsabile Innovation & Business Development di Banca Ifis.

Come cambia il rapporto tra banca e impresa con le soluzioni digitali?

Il rapporto tra banca e impresa sta cambiando profondamente grazie alle soluzioni digitali. Non è più solo una relazione basata su sportello, filiale e finanziamenti tradizionali, ma diventa sempre più continua e integrata nei processi aziendali.

Ecco i principali cambiamenti:

  • Da relazione episodica a relazione continua: prima, l’impresa contattava la banca soprattutto per richiedere finanziamenti, affidamenti o operazioni straordinarie e il rapporto era spesso legato al gestore di filiale.
    Enabler digitali quali le piattaforme di internet banking evoluto, le integrazioni tramite API e nuove dashboard finanziarie permettono un’interazione quotidiana. I dati vengono aggiornati in tempo reale. La banca monitora flussi di cassa e KPI in modo continuo (se autorizzata). Il rapporto diventa più dinamico e meno burocratico.
  • Più velocità nell’accesso al credito, grazie ad analisi automatizzata dei dati, Open Banking (PSD2),ed in generale un’integrazione sempre maggiore con banche dati e sistemi esterni.
    Le decisioni di credito sono più rapide, si basano su dati oggettivi e aggiornati e possono essere automatizzate attraverso motori di auto-decisioning per importi e profili di rischio selezionati: questo riduce tempi e asimmetrie informative tra banca e impresa, valorizza la concentrazione degli analisti sulle decisioni dubbie o più complesse, ed elimina la necessità per un cliente di dover fornire molti documenti, spesso ripetuti tra i diversi istituti finanziari con cui si interfaccia.
  • Relazione più consulenziale e meno operativa: le operazioni standard (bonifici, F24, pagamenti, incassi) sono ormai digitalizzate e automatizzate.
    Il valore della banca si sposta su Consulenza finanziaria, Pianificazione strategica, Supporto a internazionalizzazione e finanza strutturata, il gestore diventa più consulente che operatore di sportello.
  • Integrazione con i sistemi aziendali: le soluzioni moderne permettono un collegamento diretto tra banca e clienti, con soluzioni finanziarie sempre più insite nei processi aziendali non solo in termini di cash management e monitoraggio, ma nelle soluzioni di vendita stessa (embedded finance). Il rapporto diventa “infrastrutturale”: la banca entra nei processi interni dell’impresa e della supply-chain con cui essa si interfaccia.

Non si tratta solo di tecnologia, ma di un cambiamento strutturale nel modello relazionale e nel potere contrattuale tra banca e impresa. Banca Ifis per la sua natura dinamica, distante dalla banca tradizionale strutturata su filiali e sportelli, ha da sempre investito nell’omnicanalità del rapporto con i propri clienti affiancando alla presenza dei propri referenti canali online dedicati. Lo dimostrano alcuni use-case implementati negli ultimi anni:

  • le soluzioni per la digitalizzazione della gestione del post-vendita, che hanno visto la piattaforma myIfis crescere e svilupparsi negli ultimi anni fino a divenire un hub completo per la gestione di tutti i principali prodotti in portafoglio, con estensione non solo alle imprese, ma anche di parte dell’offerta dedicata ai consumatori, spesso imprenditori delle aziende clienti stesse. La Banca, anche attraverso servizi a valore aggiunto (VAS) in partnership con player terzi implementati su myIfis, si è spinta oltre al suo perimetro originale e prettamente finanziario: VAS offerti alla clientela come la “Certificazione della parità di genere” attestano l’impegno nel proporsi proattivamente a supporto dei propri clienti in un ambito, quello ESG, sempre più centrale e rilevante per il mercato;
  • la digital selling platform (DSP), eco-sistema ormai pervasivo sui processi di vendita del Gruppo, costruito per essere adattabile a prodotti e processi anche molto diversi tra loro: basti pensare alle peculiarità richieste da processi industriali e di stampo fortemente retail come il credito al consumo o il noleggio tecnologico, dove velocità e usabilità rappresentano elementi distintivi, rispetto a prodotti come il factoring e il leasing industriale, che richiedono un approccio sartoriale e customizzato sul singolo cliente. Nella DSP essi convivono, condividendo alcuni moduli tecnologici trasversali, ma mantenendo le proprie peculiarità: la piattaforma è stata costruita per gestire in modo totalmente integrato l’interazione tra canale fisico, con l’obbiettivo di valorizzare il contributo degli specialisti di prodotto, ed il canale digitale, con la possibilità di rendere il cliente autonomo nella gestione di alcune fasi della propria richiesta.

Quali vantaggi porta la digitalizzazione dei processi di pagamento e incasso?

La digitalizzazione in ambito incassi e pagamenti sta portando vantaggi concreti sia in termini operativi che strategici. Ecco i principali:

  • Maggiore efficienza operativa grazie all’eliminazione di attività manuali e ripetitive, riduzione degli errori di inserimento dati e riduzione dei tempi di erogazione e incasso (cash flow più rapido)
  • Miglioramento del flusso di cassa grazie ad un monitoraggio in tempo reale di pagamenti ricevuti e scadenze, riduzione dei ritardi grazie a solleciti automatici e maggiore prevedibilità finanziaria
  • Riduzione del rischio e maggiore sicurezza grazie alla tracciabilità delle transazioni, minore utilizzo di contanti, archiviazione digitale sicura dei documenti
  • Migliore esperienza per clienti e fornitori grazie a pagamenti online semplici e veloci, possibilità di scegliere tra diversi metodi di pagamento, conferme automatiche e ricevute digitali
  • Integrazione con altri sistemi aziendali grazie a collegamento con CRM e software di contabilità, reportistica automatica e analisi dati
  • Conformità normativa più semplice grazie alla conservazione digitale a norma, alla tracciabilità ed all’adeguamento più rapido all’evoluzione delle normative stesse (incluse quelle fiscali)
  • Scalabilità e crescita grazie a processi che si adattano facilmente all’aumento dei volumi, gestione più semplice di pagamenti internazionali, supporto a modelli digitali (e-commerce, abbonamenti, marketplace).

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Quali rischi bisogna considerare nella transizione digitale?

La transizione digitale nel rapporto banca–impresa porta molti benefici, ma introduce anche rischi rilevanti che vanno gestiti in modo strategico.

  1. Rischi tecnologici e operativi – Cybersecurity l’aumento dell’interconnessione amplia la superficie di attacco.
  2. Rischi legati ai dati – Protezione e privacy dati incompleti o errati possono generare, valutazioni creditizie sbagliate, Rating distorti o Decisioni automatizzate non corrette.
  3. Rischi strategici e competitivi, le imprese possono rivolgersi a nuove soluzioni e piattaforme alternative, con un contesto competitivo in veloce evoluzione e un abbassamento di barriere all’ingresso.
  4. Rischi organizzativi e culturali, la resistenza al cambiamento può generare manager e dipendenti non adeguatamente formati, con carenza di figure specializzate.
  5. Rischi regolamentari e reputazionali, errori nei sistemi automatizzati possono danneggiare la reputazione di entrambe le parti.

In Banca Ifis si sta sperimentando una rapida crescita e diffusione di moduli di integrazione tecnologica non solo con i clienti finali, ma con tanti stakeholder che intervengono nella supply-chain finanziaria: ne sono un esempio i venditori dei beni finanziati con i prodotti di Leasing, i partner commerciali che erogano servizi di post-vendita in prodotti come il Noleggio Auto, i fornitori di servizi di pagamento offerti alla clientela. In un contesto di questo tipo la complessità è sempre maggiore, ed il presidio dei rischi legati alla tenuta del framework tecnologico è sempre più legato alla capacità di garantire una performance commerciali ed un livello di servizio adeguato alle esigenze della clientela.

La consapevolezza e il monitoraggio di tali rischi rappresentano elementi strategici fondamentali per uno sviluppo a servizio dell’ottimizzazione dei processi e della relazione tra banca e cliente.

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