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Comunicato stampa del 07/03/2011

Privati

Proposta all’assemblea la distribuzione di un dividendo complessivo di 0,20 euro per azione di cui 0,06 euro/azione in contanti e 0,14 euro/azione da assegnazione gratuita di un’azione ogni 37 possedute

Mestre, 07 marzo 2011

Sommario
L’intero esercizio

1° gennaio-31 dicembre 2010 
 
•   Turnover in crescita del 39,0%
•   Utile netto in aumento del 8,2%
•   Margini in crescita a doppia cifra
•   Miglioramento dell’incidenza dei costi (cost/ income ratio) sul margine di intermediazione
•   Rafforzamento della struttura dello stato patrimoniale
•   Rafforzamento del capitale: Core Tier 1 pari a 11,5% , Solvency ratio all’11,3%
•   Redditività del capitale pari a 10,9%  (ROE)
Il quarto trimestre
1°ottobre – 31 dicembre 2010 
•   Utile in crescita del 9,4%
•   Contenuto aumento  dei costi operativi
•   Rettifiche su crediti a 10,3 milioni di euro, con costo del rischio in diminuzione
L’andamento della gestione
   
Il Consiglio di Amministrazione di Banca IFIS riunitosi oggi sotto la presidenza di Sebastien von Furstenberg ha approvato il progetto di Bilancio relativo all’esercizio 2010 dando mandato al Presidente di convocare l’Assemblea dei soci chiamata ad approvare il Bilancio il 29 Aprile in prima convocazione. Lo stesso Consiglio di Amministrazione ha proposto un dividendo complessivo  pari a 0,20 euro/azione di cui 0,06 euro/azione in contanti e 0,14 euro/azione da assegnazione gratuita di un’azione ogni 37 possedute.
“Il 2010 è stato un anno forte ed intenso, pieno di tensioni e di straordinarie opportunità, l’anno di un importante aumento di capitale, sottoscritto da tutti i soci a sostegno dei programmi di crescita della Banca. Le risorse ottenute sono state destinate al rafforzamento del patrimonio e consentono di pianificare con tranquillità il futuro” ha dichiarato il Presidente Furstenberg.
“La Banca ha saputo raccogliere le sfide di questi anni. Con l’innovazione è stata capace di crescere rapidamente anche in questo contesto di mercato post crisi che continua a evidenziare segni di stallo. Nel 2010 la crescita del turnover pari al 39% rappresenta un successo e testimonia la capacità della Banca di individuare i reali bisogni dei clienti. Il grande impulso derivato dalla capacità di raccolta del conto deposito “Rendimax”, con il conseguente definitivo abbandono della dipendenza della Banca dal mercato interbancario, insieme all’avvenuto aumento di capitale, hanno dotato l’Istituto delle risorse finanziarie necessarie  a  supportare  il  lavoro delle  imprese,  l’intelligenza  operativa, la  vitalità  e  l’intraprendenza imprenditoriale del nostro Paese. La Banca si è inoltre inserita con successo in un nuovo segmento di operatività sul fronte degli impieghi, rappresentato dalla media e grande impresa che opera quale fornitore della Pubblica Amministrazione” ha affermato Giovanni Bossi, Amministratore Delegato di Banca IFIS.
Nel dettaglio, alla già esposta crescita nei volumi dei crediti negoziati del 39% a 4,8 miliardi di euro è conseguito un margine di intermediazione aumentato del 16,9% a 94,4 milioni. Il rapporto tra Margine di Intermediazione e Volumi (Turnover) pari a 1,9% é perfettamente allineato alla media degli ultimi cinque anni. La redditività è frutto pressoché esclusivo della somma del margine di interesse e delle commissioni nette realizzate nel 2010 nel finanziamento alle imprese; la redditività, un tempo generata esclusivamente dal sostegno a favore delle imprese di minore dimensione è oggi sostenuta anche dall’intervento nel comparto delle medie e grandi imprese interessate all’operatività sui crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Nel corrente esercizio i proventi derivanti dalla cessione di attività finanziarie incidono per soli 0,5 milioni di euro verso 5,9 milioni realizzati l’anno precedente.
Nel quarto trimestre sia il margine di interesse che le commissioni nette sono in crescita del 39,6% e del 14,7% rispettivamente confrontati allo stesso trimestre dell’anno precedente; il margine di intermediazione risulta invece in diminuzione per effetto dei minori proventi derivanti dalla cessione di titoli, importo significativo nell’ultimo trimestre dello scorso esercizio.
Il risultato netto della gestione finanziaria è pari a 70,0 milioni di euro rispetto a 60,6 milioni di euro nell’esercizio precedente; la redditività è influenzata in modo ancora significativo dalle rettifiche su crediti, che risultano incrementate del 20,9% attestandosi a 24,4 milioni di euro. La rilevanza di tale posta deve essere letta nel contesto di mercato che l’ha generata, con forti condizionamenti da parte della congiuntura economica e diffuse difficoltà da parte delle imprese. Il costo del rischio connesso all’ attività  creditizia è pari a 1,96% rispetto all’impiego medio sui crediti (2,1% anno precedente).  Pur rimanendo lontani gli esercizi in cui il costo del credito aveva toccato livelli minimali rispetto agli impieghi, é auspicabile che questa voce possa ulteriormente migliorare anche nell’ esercizio 2011. La lettura integrata delle dinamiche relative alla marginalità e alle rettifiche su crediti consente di affermare che pur in un mercato dove la ripresa rimane incerta sotto il profilo della qualità degli attivi la Banca riesce a generare una redditività sufficiente ad ottenere una elevata e stabile generazione di profitto.
Il risultato netto della gestione finanziaria nel quarto trimestre cresce del 5,7% grazie ai minori accantonamenti per rettifiche su crediti effettuati negli ultimi mesi dell’anno 2010.
Incrementano i costi operativi del 15,9% attestandosi a 40,1 milioni di euro. L’aumento deriva principalmente dalla variazione delle spese amministrative, sia alla voce spese per il personale del +16,9% a 25,2 milioni di euro, sia alla voce altre spese amministrative del +14,8% a 13,9 milioni di euro. Gli incrementi risultano in sostanziale coerenza con le previsioni e quale conseguenza del potenziamento della struttura della Banca prevalentemente nelle funzioni di valutazione e gestione del credito, raccolta retail, organizzazione, IT e servizi generali. In potenziamento anche le funzioni territoriali di sviluppo commerciale, delle relazioni con la clientela e gestione del rischio. Il cost/income ratio migliora rispetto all’esercizio precedente attestandosi al 42,5% rispetto al 42,8%.
Nel quarto trimestre  i costi operativi aumentano di 0,8 milioni di euro, contenendo l’incremento a solo  8,3%.
Variazione positiva anche per l’utile prima delle imposte (+15,0% a 29,9 milioni) mentre l’incremento dell’utile netto risulta in linea con le previsioni, più contenuto (+8,2% a 18,6 milioni) per effetto della maggiore fiscalità gravante nell’esercizio sul reddito imponibile dell’Istituto. Si tratta comunque di un incremento dell’utile netto importante rispetto al 2009, che può essere letto in termini di ROE al 10,9%.
Significativa anche la crescita dell’utile netto nel trimestre che incrementa del 9,4%.
Di rilievo la dinamica delle voci dello Stato Patrimoniale.
L’attivo della Banca è rappresentato fondamentalmente da Crediti verso la clientela per le operazioni ordinarie poste in essere verso le imprese, incrementati del 26% a 1.571,6 milioni di euro rettificate dalle sofferenze e dagli incagli; da titoli di stato e obbligazioni bancarie iscritti quasi interamente alla voce Attività finanziarie disponibili per la vendita, rapidamente incrementati del 111,1% a 818,5 milioni di euro; da crediti verso banche che si attestano a 228 milioni di euro, in aumento del 24,7%, composti in parte da titoli non quotati.
Nel dettaglio il totale delle sofferenze nette verso clientela si attesta al 31 dicembre 2010 a 38,4 milioni di euro rispetto a 20,2 milioni nel 2009; l’incremento nelle sofferenze giunge quale conseguenza della congiuntura economica negativa ed era in larga parte prevista. Il rapporto tra sofferenze nette e patrimonio netto al 31 dicembre 2010 risulta pari al 18,6% in aumento rispetto al 13% al 31 dicembre 2009.
Il totale degli incagli, al netto delle rettifiche di valore, è pari a 76,8 milioni di euro in diminuzione rispetto ai 130,0 milioni a fine 2009. Tali importi tengono conto anche della classificazione in questa categoria dei cosiddetti “incagli oggettivi pro-solvendo” a seguito delle nuove istruzioni introdotte da Banca d’Italia che tuttavia, per la particolare attività svolta dall’Istituto, non sono rappresentative di posizioni oggettivamente problematiche. In particolare “gli incagli oggettivi pro-solvendo” risultano relativi ad importi finanziati a clienti cedenti i cui debitori ceduti risultano in particolare ritardo nei pagamenti. Banca IFIS ritiene tali posizioni non oggettivamente problematiche in quanto il ritardo di pagamento del debitore ceduto non configura necessariamente anche un’oggettiva difficoltà finanziaria in capo al cliente cedente.
Nel passivo della Banca si evidenzia il grande equilibrio e flessibilità nelle fonti di approvvigionamento: a fine esercizio la raccolta dalla clientela incide per il 52% e unitamente al Patrimonio Netto copre l’impiego sulla clientela, mentre le attività in titoli sono fronteggiate dalla raccolta interbancaria, che passa al 16%, e dall’utilizzo di operazioni di pronti contro termine, che incide per il 32%.
Il rafforzamento del patrimonio della Banca, grazie al sostegno degli azionisti che hanno reso possibile l’aumento di capitale sociale, ha permesso un forte incremento dei coefficienti di solvibilità della Banca : il Core Tier 1 infatti passa dal 9,2% nel 2009 al 11,5% a fine 2010, il solvency ratio passa dall’8,9% al 11,3%.   
   
Eventi successivi alla chiusura dell’esercizio
   
Il 21 febbraio 2011 Banca d’Italia ha rilasciato l’autorizzazione a Banca IFIS a procedere con l’Opa volontaria su Toscana Finanza, società finanziaria attiva nell’acquisto e gestione di crediti fiscali e commerciali  di difficile esigibilità. Tale operazione, annunciata originariamente in data 9 luglio 2009, é stata successivamente modificata a seguito degli accordi stipulati in data 5 marzo 2010. L’offerta è finalizzata all’acquisto da parte di Banca IFIS dell’intero capitale sociale di Toscana Finanza ad un corrispettivo pari ad euro 1,50 per azione e alla successiva revoca delle negoziazioni delle azioni di Toscana Finanza dal MTA.
Nel mese di febbraio Banca IFIS e il Gruppo Bancario Credito Valtellinese hanno perfezionato un accordo che prevede la distribuzione del prodotto factoring e dei servizi correlati sviluppati da Banca IFIS attraverso
le oltre 500 filiali del Gruppo Creval presenti in dieci regioni del territorio nazionale. Per Banca IFIS questo nuovo accordo aumenta le opportunità di far conoscere ad imprese ed imprenditori il factoring e di estendere velocemente il numero dei clienti.
L’offerta del prodotto Rendimax nel mese di gennaio 2011 si è ulteriormente arricchita con una nuova scadenza di deposito vincolato, 18 mesi, il cui rendimento è pari al 3,33% lordo annuo.
Evoluzione prevedibile della gestione
   
Le attese per l’esercizio 2011 restano buone. E’ in corso una lenta ripresa nei tassi di interesse, cui non è estranea la pressione sul lato dei prezzi delle materie prime, potenziale focolaio di inflazione, contrastata però da un tasso di disoccupazione e da un utilizzo degli impianti ancora troppo contenuto per dare effetti significativi sulla variazione dei prezzi. La ripresa nei tassi consentirà un alleggerimento della pressione che grava sui conti economici delle banche. La domanda di credito da parte delle imprese riceverà presumibilmente un impulso positivo dalla ripresa del prodotto interno, anche se non pare ipotizzabile una crescita particolarmente vigorosa. Banca IFIS forte della dotazione di patrimonio risultante dall’aumento di capitale effettuato nel 2010, potrà continuare a crescere in volumi e redditività in un contesto che potrà essere segnato ancora da alcune difficoltà sulla qualità creditizia.
Il 2011 sarà l’anno del perfezionamento dell’Offerta Pubblica di Acquisto di cui Banca IFIS si è fatta promotrice nei confronti del Gruppo Toscana Finanza. Per effetto dell’acquisizione già concordata con i soci di riferimento del Gruppo Toscana Finanza ed autorizzata dalla Banca d’Italia a valle di un complesso processo valutativo,  il Gruppo Banca IFIS integrerà un’attività, quella dell’acquisto e della gestione di crediti fiscali e commerciali di difficile esigibilità, che presenta rilevanti aspetti sinergici rispetto all’area di intervento della Banca, buona redditività prospettica, interessanti prospettive di sviluppo. Le attività per il Gruppo Banca IFIS saranno intense e stimolante la ricaduta in termini operativi, di prodotto e sviluppo futuro.
Nei prossimi giorni sarà sottoposto alla Consob il documento di offerta. Banca IFIS ritiene di poter avviare in tempi molto brevi l’offerta sul mercato e di poter integrare quanto prima le nuove attività.
   
Proposta di assegnazione di utili mediante la distribuzione di dividendi e l’attribuzione di azioni Banca IFIS (c.d. script dividend)   
Il Consiglio di Amministrazione proporrà all’Assemblea dei Soci l’assegnazione di utili mediante:
1-   La distribuzione di un dividendo unitario di 0,06 euro a ciscuna azione ordinaria.
2-   L’attribuzione di azioni Banca IFIS (c.d. script dividend) interamente prelevate dalle azioni proprie in portafoglio. In particolare, verrà proposta ai soci l’attribuzione di 1 azione ordinaria ogni 37 azioni ordinarie, del valore nominale di euro 1 cadauna, possedute alla data dello stacco, che rapportata al prezzo dell’azione  registrato lo scorso 4 marzo, corrisponde ad uno script dividend di 0,14 euro a ciascuna azione ordinaria.   
Dichiarazione del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari   
Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Carlo Sirombo, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili della società.   

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