05/03/2018
18:26

Apparecchiature medicali: 1 su 2 è obsoleta

Business

Il 50% delle apparecchiature medicali di diagnostica per immagini e di elettromedicina in Italia risulta troppo vecchio per essere realmente efficiente. A rivelarlo è un’indagine del Centro Studi di Assobiomedica su dati del 2016 che fa luce su un problema con cui la sanità dovrebbe iniziare a confrontarsi realmente.

L’obsolescenza dei macchinari, infatti, si ripercuote sia sul paziente, che dovrà fare i conti con diagnosi meno accurate e lentezza nell’esecuzione degli esami, sia sul sistema sanitario nazionale, che è costretto a fare i conti con costi di manutenzione elevati, ritardi e sospensioni nell’utilizzo dei macchinari che generano tempi di attesa più lunghi e carichi di utilizzo mal gestiti.

Nel dettaglio, la ricerca di Assobiomedica indica che l’82% dei mammografi convenzionali ha più di 10 anni di vita, così come il 69% di apparecchiature mobili convenzionali per le radiografie, il 52% dei ventilatori di terapia intensiva e il 79% dei sistemi radiografici fissi convenzionali.

Da questi dati emerge con chiarezza una consistente riduzione degli investimenti in tecnologie medicali che si protrae da tempo e che deve essere affrontata in maniera seria. Agevolare il rinnovamento del parco apparecchiature e avviare un’azione d’investimento sulle tecnologie innovative, infatti, permetterebbe di rendere più efficiente l’intero sistema e di dare ai pazienti una qualità più elevata nell’esecuzione degli esami.

Le innovazioni introdotte nelle metodiche diagnostiche negli ultimi 10 anni e la conseguente disponibilità di nuove apparecchiature con tecnologie più avanzate, consentirebbero una migliore capacità diagnostica, la riduzione dei tempi di esecuzione e il contenimento del costo dei singoli esami.

Il problema principale non è legato soltanto all’elevato costo dei macchinari e dall’investimento iniziale che è necessario per acquistarli, ma anche all’intero costo di vita delle apparecchiature, che tiene conto anche delle spese per la manutenzione, del maggior dispendio energetico che serve per farli funzionare e di molto altro.

Queste spese, oltre all’investimento iniziale, potrebbero essere azzerate grazie all’utilizzo di sistemi alternativi all’acquisto dei beni, come il leasing o il noleggio operativo. Anche nel settore medicale, infatti, è possibile ottenere in uso macchinari ed apparecchiature senza diventarne gli effettivi proprietari e doversi far carico di tutte le spese di gestione. A fronte del pagamento di un canone periodico e con un’opzione di riscatto al termine del contratto, il leasing permette di dilazionare l’investimento potendo contare su apparecchiature sempre all’avanguardia. Il noleggio operativo, invece, permette di soddisfare l’esigenza di utilizzare un bene per un tempo definito, avendo la flessibilità a fine contratto di sostituirlo eliminando così il rischio di obsolescenza.

In mancanza di politiche volte al rinnovamento del parco macchine per il settore sanitario, quindi, sono comunque molti i sistemi che possono permettere alle aziende che lavorano nel settore medicale sia pubbliche sia private di avere in dotazione macchinari innovativi e all’avanguardia.

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