Kiefer. Le Alchimiste
Un progetto espositivo che sottolinea l’impegno di Ifis art nel voler custodire l’arte e generare valore sociale.
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Un progetto espositivo che sottolinea l’impegno di Ifis art nel voler custodire l’arte e generare valore sociale.
Banca Ifis con Ifis art sostiene, in qualità di main sponsor, il progetto di Anselm Kiefer per la sua capacità di trasformare storia e materia in un racconto di memoria, conoscenza e rigenerazione. Un linguaggio che riflette l’impegno culturale di Banca Ifis nel custodire l’arte e promuovere la cultura come impatto concreto su persone e territori. Attraverso iniziative e collaborazioni concrete, valorizziamo artisti e comunità, favorendo nuovi dialoghi. Essere al fianco di questa mostra significa custodire il patrimonio e promuovere una cultura viva, accessibile e capace di generare valore nel tempo.
La mostra rappresenta uno dei progetti più intensi e complessi del percorso artistico di Anselm Kiefer.
Le opere, concepite in dialogo con l’identità storica della Sala delle Cariatidi, attivano un confronto serrato tra ferita e rigenerazione insieme a memoria negata e nuova visibilità. I trentotto teleri ridefiniscono lo spazio espositivo in cui la materia pittorica — piombo, cenere, paglia, oro, sabbia, fiori essiccati — diventa strumento di evocazione, sedimentazione e rinascita.
L’artista sceglie di dedicare l’intera mostra alle figure femminili, storicamente documentate, il cui contributo è stato a lungo marginalizzato: erboriste, scienziate, filosofe naturali attive tra Medioevo ed età moderna.
Alcune operarono sotto pseudonimi maschili; altre, come Caterina Sforza, Isabella Cortese e Marie Meurdrac, sono state progressivamente riscoperte grazie a studi recenti. L’artista propone un loro ritratto evocativo: i volti affiorano e si dissolvono nella materia, sospesi tra presenza e oblio.
Ogni tela diventa un atto di restituzione, un modo per dare centralità e potenza simbolica alla conoscenza femminile.
La cornice della Sala delle Cariatidi è più di un semplice luogo espositivo: è un interlocutore attivo.
La Sala, segnata dai bombardamenti del 1943 e profondamente trasformata nel corso della sua storia, porta con sé una memoria di ferita e resistenza. Le cariatidi mutilate dialogano direttamente con le figure femminili dei teleri: corpi mancanti, identità negate e vite spezzate trovano nella pittura di Anselm Kiefer una forma di rigenerazione simbolica.
Questa relazione tra spazio e opera amplifica il tema centrale della mostra: la trasformazione come possibilità, la memoria come materia viva, la storia come luogo di continua riscrittura.
La dimensione monumentale dell’intervento nasce da una scelta progettuale precisa: Anselm Kiefer concepisce l’opera come esperienza immersiva e processo alchemico.
Superfici stratificate, combustioni controllate e interventi materici — piombo, oro, sabbia, cenere, fiori essiccati — definiscono un linguaggio che intreccia mito, storia e spiritualità, evocando un ciclo di morte e rinascita tipico dell’alchimia.
La monumentalità non è soltanto scala fisica, ma densità concettuale: ogni tela invita il visitatore a confrontarsi con un sapere antico, un’eredità rimossa e il potere trasformativo dell’arte.
Kiefer indaga da sempre il rapporto tra memoria storica, trauma e rigenerazione.
La sua ricerca attraversa mito, filosofia, letteratura e spiritualità. Nelle “Alchimiste” questa tensione si intensifica: la figura femminile diventa catalizzatore di passaggi, esperimenti, trasformazioni spirituali e materiche.
La sua pittura è evocativa. Racconta più di biografie, restituisce presenze, vibrazioni, energie che riemergono dalla materia. È un’arte che interroga chi guarda, chiedendo di entrare in relazione con ciò che rimane nascosto o dimenticato.
Banca Ifis, con Ifis art, sostiene questa esposizione ribadendo il proprio ruolo di mecenate contemporaneo: custodire l’arte, promuovere la cultura come spazio di dialogo e restituire valore alla collettività.
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