20/05/2021
11:55

Il sistema economico della bellezza contribuisce al PIL italiano per oltre il 17%

  • Secondo uno studio di Banca Ifis l’ecosistema italiano della bellezza, con i suoi luoghi, attori e servizi, produce il 17,2% del Prodotto interno lordo
  •  Sono 341.000 le imprese italiane design-driven per un fatturato annuo complessivo di 682 miliardi di euro
  • I risultati dello studio diventano un’installazione artistica esposta al Padiglione Venezia, di cui Banca Ifis è gold partner, che rappresenta la mappa delle relazioni tra gli attori dell’ecosistema italiano della bellezza

Venezia, 20 maggio 2021 – Un territorio che sviluppa bellezza genera valore economico, imprenditoriale e sociale. Lo spiega il Market Watch di Banca Ifis che, per la prima volta nella sua storia, è gold partner del Padiglione Venezia in occasione della 17esima Mostra Internazionale di Architettura. Dalla contaminazione tra due universi, l’arte e la finanza, nasce un progetto inedito: un’installazione artistica, curata dal giornalista conduttore televisivo Emilio Casalini ed esposta al Padiglione Venezia, che rappresenta la mappa delle relazioni tra luoghi, attori e servizi che compongono l’ecosistema italiano della bellezza.

«Banca Ifis crede nella cultura e nell’arte come asset strategici di crescita economica e sociale del Paese – spiega Ernesto Fürstenberg Fassio, Vice Presidente di Banca Ifis -. La ricerca realizzata dal nostro Ufficio Studi, che ha coinvolto importanti rappresentanti dell’ecosistema italiano della bellezza, evidenzia la ricchezza del nostro patrimonio non solo culturale e paesaggistico ma anche imprenditoriale. Un patrimonio in grado di generare un rilevante valore economico e sociale, da preservare e sostenere. La partnership che abbiamo siglato con il Padiglione Venezia è un’ulteriore testimonianza del nostro sostegno a questo settore».

La bellezza come fattore economico e relazionale
  • L’ecosistema italiano della bellezza, con i suoi luoghi, attori e servizi, produce il 17,2% del PIL italiano: 6% da fruizione del patrimonio culturale e paesaggistico a cui si aggiunge l’11,2% da produzione delle aziende made in Italy design-driven
  • Sono 341mila le imprese design-driven che producono bellezza: rappresentano il 31% delle aziende italiane negli 8 settori produttivi tipici del made in Italy per un fatturato annuo complessivo di 682 miliardi di euro
  • In Italia c’è un museo, monumento o un’area archeologica ogni 50 chilometri quadrati
    Sono 128 milioni le persone che ogni anno fruiscono del patrimonio italiano

Anche la bellezza ha un valore economico tangibile e misurabile. Secondo l’analisi condotta dall’Ufficio Studi di Banca Ifis, il contributo complessivo di questa voce al PIL italiano, prendendo a riferimento i valori del 2019, è pari al 17,2%. L’Ufficio Studi ha esaminato le tre dimensioni che compongono l’ecosistema della bellezza italiano: il patrimonio storico, artistico e culturale, e quello naturalistico e paesaggistico; i servizi ad essi collegati (es. trasporti e hospitality) e la produzione dei settori del Made in Italy design-driven, ovvero guidati da logiche estetico-funzionali. Il contributo derivante dalla fruizione del patrimonio culturale e paesaggistico è pari al 6%, comprensivo di fruizione diretta e servizi a supporto, quali trasporti e hospitality.
Ma anche le imprese producono bellezza: sono 341.000, per un fatturato complessivo annuo di 682 miliardi di euro, e sono attive in 8 settori produttivi (agroalimentare, automotive e altri mezzi di trasporto, cosmesi, meccanica e altra manifattura, cosmetica, moda, orologeria e gioielleria, sistema casa e artigianato artistico), generando l’11,2% del PIL nazionale.

Tre case history di successo: Venezia, Bologna e l’Emilia-Romagna, Sciacca

Per dare concretezza a numeri e verificarne il valore tangibile, sono state individuate e raccontate tre case history che corrispondono a tre città/luoghi italiani: Venezia, Bologna e il sistema Emilia-Romagna, Sciacca.

  • Venezia come città-contenitore di ricchezze naturali, artistiche e di stile, anche nella manifattura.
    Attraverso due casi aziendali, Venezia racconta l’economia della bellezza in un territorio da esplorare anche nelle sue accezioni contemporanee. Grazie a Cipriani Food e al prestigioso made in Italy agroalimentare che ritorna ai sapori veri della terra e alla storia di Mavive, emergono due racconti attuali di due business storici come l’agroalimentare e l’arte profumatoria. Quest’ultima affonda le radici in mille anni di storia al femminile con la prima principessa bizantina, Maria Argyros, che riuscì a portare la cultura del profumo in Laguna.
  • Bologna e il sistema Emilia-Romagna sono un esempio di pianificazione strategica di filiera di tipo manageriale con forte orientamento al risultato. Il capoluogo ha promosso l’«esperienza urbana» in
    molteplici sue forme (green, outdoor, sport, eventi e food) come leva turistica attrattiva, favorendo la share economy e la qualità della ricettività extralberghiera (+104% le strutture dal 2015 al 2018) con conseguente incremento dei flussi turistici, di nuove imprese attive nell’hospitality (+10% le imprese di alloggio e ristorazione nel triennio 2015-19) e addetti (+28%). Nell’hinterland industriale emiliano romagnolo sia la Motor Valley sia la più estesa Food Valley sono riuscite, grazie alle eccellenze imprenditoriali, raccontate con le esperienze di Ducati Motor e Gran Deposito Aceto Balsamico Giuseppe Giusti, a trasformare i distretti in veri e propri brand di valore internazionale.
  • Sciacca, comune di oltre 39mila abitanti nella provincia di Agrigento, ha intrapreso un percorso di valorizzazione del turista come cittadino contemporaneo attraverso la costruzione di un “Museo diffuso dei cinque sensi” che coinvolge commercianti, tradizioni e hospitality. Grazie a un “patto di comunità” i cittadini auto-promuovono il loro immenso patrimonio storico, artistico, culturale e gastronomico, diventandone promotori e ambasciatori all’insegna di un turismo empatico di alto livello (www.museodiffusosciacca.it).
I partner di questo viaggio

L’analisi dell’ecosistema bellezza, grazie agli interventi di alcuni dei principali esponenti e operatori dei settori analizzati, si trasforma in un progetto collettivo: Federculture che esprime il valore economico e sociale del turismo e della cultura nella Bella Italia; Confindustria Emilia racconta le sue filiere produttive e i suoi distretti Food Valley e Motor Valley; Confindustria Venezia narra la città sull’acqua unica al mondo, che si distingue anche per la produzione contemporanea di eccellenza nell’agroalimentare e nell’arte profumatoria; Museimpresa affronta il tema dell’influenza della bellezza nei luoghi di lavoro e dell’impatto sociale ed economico dei musei d’impresa; Camera Nazionale della Moda Italiana analizza il nuovo paradigma di bellezza nel mondo della moda, sempre più sostenibile e inclusivo; Altagamma racconta come la bellezza sia motore di innovazione per l’alto di gamma; POLI.design delinea la bellezza come un vero e proprio capitale culturale; Artex evidenzia la bellezza del saper fare artigiano tra cultura, economia e società e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che esalta il valore e il contributo all’ecosistema della bellezza de parte dell’agroalimentare italiano.

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