Il robot Sophia emoziona al Banca IFIS NPL Meeting 2018. Crediti deteriorati: in Italia un mercato da 252 miliardi. Il «Next Performing Level»? È la gestione industriale degli NPL

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Con oltre mille adesioni e 23 speaker internazionali si è chiusa oggi al Lido di Venezia la settima edizione dell’NPL Meeting di Banca IFIS. Svelati i dati del Market Watch NPL: in futuro meno masse
in “uscita” dalle banche, la grande sfida è la specializzazione “sartoriale” nella loro gestione

Venezia, 28 settembre 2018 –  Si è concluso oggi, con oltre mille partecipanti accreditati, il Banca IFIS NPL Meeting, per la prima volta nella splendida cornice del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia. Ospite d’eccezione il robot Sophia, l’umanoide più simile all’uomo mai realizzato, che sul palco ha deliziato e sorpreso tutti gli ospiti interagendo con i relatori, tra sorrisi e interviste. A solcare il blu carpet d’ingresso 23 speaker internazionali che hanno dato vita a quattro diversi panel sul più famoso palco del Cinema italiano. Tra i protagonisti: i fondi Intrum Justitia, Hoist Finance, Cabot, Bain Capital, Elliot, Cerberus, le grandi banche come Unicredit, Intesa SanPaolo, Banco BPM, Unipol. La giornata di giovedì 27 settembre è stata invece animata da 55 networking workshop autogestiti dai partecipanti.

Are you ready for the Next Performing Level? – Con un arguto gioco di parole, l’acronimo NPL (Non Perfoming Loans) si è trasformato in «Next Performing Level». «In questi ultimi anni il mercato ha scaricato dai bilanci delle banche masse importanti di crediti deteriorati: a luglio 2018 le sofferenze lorde a conto economico degli istituti di credito risultano di 127 miliardi ma ci aspettiamo che scendano a fine anno a quota 105 miliardi – chiosa Giovanni Bossi, amministratore delegato di Banca IFIS -. Il problema sistemico, quindi, probabilmente sarà alle nostre spalle, ma il tema NPL non è affatto risolto. Questi crediti, infatti, non sono svaniti: sono finiti nelle cure di chi ora ne gestisce il recupero; ed è qui che scatta il «Next Performing Level». La nuova grande sfida è gestire questa massa di crediti deteriorati e c’è tanto lavoro da fare. Il mercato – conclude Bossi – sta andando verso un’industrializzazione dei processi di gestione delle masse non performanti e serviranno efficienza, cura e specializzazione quasi sartoriale».

Market Watch NPL – The Italian Scenario – Il totale degli Npl presenti nel sistema finanziario italiano alla fine di luglio è 252 miliardi di euro. Di questa somma complessiva, 127 sono i miliardi di NPL a bilancio delle banche mentre 130 è il controvalore in miliardi degli NPL che sono passati nelle mani di gestori tramite transazioni (solo sul mercato primario) tra il 2015 e il luglio 2018. A questo totale vanno sottratti 5 miliardi di euro che i gestori dei portafogli NPL ceduti sono riusciti a riscuotere dai debitori. È la prima grande evidenza del Market Watch NPL curato dall’Ufficio studi di Banca IFIS presentato oggi. Lo studio evidenzia come, dal primo gennaio 2017 alla fine di luglio 2018, le banche italiane abbiano ridotto la quantità di NPL iscritti a bilancio di ben 76 miliardi, che in termini percentuali significa un calo del 37%.

Se si analizza la massa di crediti deteriorati si scopre che il 52% delle sofferenze a bilancio delle banche sono secured, ovvero coperti da garanzie reali: un dato positivo se si pensa che otto anni fa, nel 2010, la percentuale era appena del 31%. Quanto alle transazioni, nell’anno in corso, si stimano 83 miliardi di operazioni (+17% sul 2017) per un valore di mercato stimato sui 22 miliardi di euro (nel 2017 il valore è stato di 13 miliardi).

Due gli elementi interessanti che emergono dal Market Watch NPL: l’aumento dei prezzi dei portafogli mixed (+9%) e secured (+2%) rispetto al 2017 e una concentrazione del business nelle mani di pochi soggetti (servicer) sempre più specializzati: il 53% delle cessioni di portafogli NPL fa capo infatti a soli sei player. Il tema della gestione, post cessione dei crediti deteriorati da parte delle banche, è dunque sempre più di attualità e cruciale e i numeri ci dicono oggi che non solo si sta optando per nuove economie di scala (tra servicer) ma che il futuro potrebbe vedere, sempre di più, i portafogli in mano a pochi e specializzati servicer.


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