10/02/2022
07:32

Banca Ifis supera i target e chiude il 2021 con l’utile netto in crescita del 46,2% a 100,6 milioni di euro

SDIR: REGEM 2.2
Informazione privilegiata
Finanziario

L’utile, al netto della PPA e delle plusvalenze immobiliari, è sestuplicato rispetto a quello del 2020 ed è superiore del 10% rispetto a quello del 2019. Il risultato è conseguito nonostante gli interventi prudenziali nell’ambito della pandemia da Covid- 19 su rischio di concentrazione, vintage e portafoglio Npl acquisiti, e il sostenimento dei costi connessi al trasferimento e conseguente deconsolidamento regolamentare della sede legale della controllante La Scogliera. Nel 2021 raggiunto il record storico in termini di ricavi (602,5 milioni di euro), di recuperi di cassa dei portafogli Npl acquistati (345 milioni di euro) e di acquisti di portafogli Npl (3,7 miliardi di euro).

Moody’s ha assegnato a Banca Ifis il rating di Baa3 (investment grade) con outlook stabile grazie alla profittabilità e alla solida posizione di capitale e di liquidità della Banca.

Per l’esercizio 2021, il Consiglio di Amministrazione propone all’Assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,95 euro per azione, pari al doppio della cedola dell’esercizio 2020. Il pagamento è previsto nel mese di maggio 2022.

 

Risultati preliminari di esercizio
Dati riclassificati (1) – 1° gennaio 2021 / 31 dicembre 2021

  • Il Margine di intermediazione è in crescita del 28,8% a 602,5 milioni di euro (467,8 milioni di euro al 31.12.2020) e beneficia delle migliori performance del Settore Npl pari a 257,6 milioni di euro (+94,6 milioni di euro rispetto al 31.12.2020) e dei maggiori ricavi del Settore Commercial & Corporate Banking pari a 283,2 milioni di euro (+60,5 milioni di euro rispetto al 31.12.2020).
  • I Costi operativi ammontano a 375,5 milioni di euro (+21,9% rispetto ai 308,0 milioni di euro al 31.12.2020), per maggiori costi variabili legati all’attività legale e al recupero Npl, per l’inclusione a perimetro di Farbanca ed ex Aigis Banca, per le progettualità ICT, per maggiori costi di remunerazione variabile del personale dipendente, nonché per quelli una tantum connessi al trasferimento della sede legale della controllante La Scogliera.
  • L’utile netto di pertinenza della Capogruppo pari a 100,6 milioni di euro cresce a doppia cifra (+46,2%) rispetto ai 68,8 milioni di euro del 2020. Escludendo la PPA e la plusvalenza di 24,2 milioni di euro di cui beneficiava il 2020 per la cessione dell’immobile di Corso Venezia a Milano, il risultato è sestuplicato rispetto al 2020 e superiore del 10% a quello del 2019.
  • Costo del credito pari a 77,2 milioni di euro (in diminuzione rispetto a 91,4 milioni di euro del 2020) che include accantonamenti addizionali per ulteriori 18 milioni di euro nel portafoglio Npl per gli effetti di lungo termine legati al Covid-19, per 12,5 milioni di euro a fronte del rischio di concentrazione e per 12,0 milioni di euro a fronte di posizioni del portafoglio commerciale con vintage elevata.
  • Il CET1 al 15,44% è tra i migliori del mercato e dà stabilità alla distribuzione di dividendi.
  • Solida posizione di liquidità: circa 960 milioni di euro al 31 dicembre 2021 di riserve e attivi liberi finanziabili in BCE (LCR superiore a 900%).

Requisiti di capitale

  • CET1 in crescita al 15,44% (11,29% al 31 dicembre 2020) rispetto a un requisito SREP dell’8,12%; TCR: 19,63% (14,85% al 31 dicembre 2020) rispetto a un requisito SREP del 12,5%. L’incremento significativo dei fondi propri rispetto al 31 dicembre 2020 è dovuto principalmente al trasferimento della sede legale della controllante La Scogliera nel Cantone di Vaud (Losanna – CH) – legato a motivazioni personali del Presidente. L’efficacia della delibera dell’assemblea straordinaria della controllante di trasferimento della sede legale, a far data dal 27 dicembre 2021, ha infatti consentito l’eliminazione de La Scogliera dal consolidamento regolamentare della Banca, con conseguente pieno apprezzamento delle consistenze patrimoniali del Gruppo.

 

Milano 10 febbraio 2022 – Il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis, presieduto dal Vice Presidente Ernesto Fürstenberg Fassio, ha approvato i risultati preliminari relativi all’esercizio 2021. Il progetto di bilancio 2021 verrà approvato il 10 marzo 2022.

«Nel 2021 abbiamo saputo cogliere le opportunità offerte dalla ripresa economica creando le basi per il piano Industriale 2022-24 – spiega Frederik Geertman, Amministratore Delegato di Banca Ifis – L’utile di pertinenza della Capogruppo si è attestato a 100,6 milioni di euro, in crescita del 46,2%, ed è superiore alla guidance che avevamo già rivisto al rialzo a novembre e stimato tra i 90 e i 100 milioni di euro. Il risultato che, calcolato al netto della PPA, è pari a 85 milioni di euro risulta in crescita del 10% rispetto al 2019 ed è stato sostenuto dalle ottime performance di tutte le business unit della Banca. I ricavi, pari a 602,5 milioni di euro raggiungono il massimo storico peraltro guidati da componenti ricorrenti.

L’efficacia della delibera di trasferimento della sede legale de La Scogliera nel Cantone di Vaud (Losanna – CH), intervenuta il 27 dicembre 2021, ha consentito di ottimizzare la struttura patrimoniale del Gruppo dal punto di vista regolamentare (eliminando, già a valere sull’esercizio 2021, le conseguenze derivanti dal consolidamento prudenziale della Controllante). L’operazione conferma al contempo, l’attenzione alla crescita di lungo termine propria dell’azionista di controllo. Il CET1 al 31 dicembre 2021 si attesta così al 15,44% e supporta la stabilità della politica di dividendi. Con riferimento all’esercizio 2021, il CdA propone all’Assemblea degli azionisti il pagamento di un dividendo pari a euro 0,95 per azione, corrispondente a un payout ratio del 50,5% e pari al doppio rispetto alla cedola distribuita nel 2021 a valere sull’esercizio 2020 (0,47 euro per azione).

Per quanto riguarda il Settore Npl, nel 2021 abbiamo superato i nostri target acquisendo oltre 3,7 miliardi di euro di crediti non performing confermandoci market leader negli small ticket unsecured, con quota di mercato pari al 46%. Gli acquisti realizzati nell’anno forniranno un solido contributo alla profittabilità della Banca nei prossimi anni. I recuperi di cassa sui portafogli Npl acquistati hanno raggiunto il massimo storico e si attestano a 345 milioni di euro (+33% rispetto ai 259 milioni di euro del 2020) a conferma della qualità del portafoglio.

Nel Settore Commercial & Corporate Banking abbiamo proseguito il processo di digitalizzazione e sviluppo dei servizi in ottica omnicanale con l’implementazione della piattaforma «Ifis4business» che verrà estesa a tutti i prodotti in portafoglio entro quest’anno. Abbiamo inoltre stipulato partnership con altri istituti al fine di accrescere la capacità distributiva dei prodotti e dei servizi della Banca senza aumentare i costi fissi.
Inoltre, abbiamo avviato dei progetti volti a migliorare l’efficienza della Banca, come la creazione di una nuova funzione di procurement centralizzata per la negoziazione dei contratti e la selezione dei fornitori e l’ottimizzazione dei costi.

In ottica prudenziale, nel 2021 abbiamo effettuato rettifiche su crediti per 18 milioni di euro nel portafoglio Npl per gli effetti di lungo termine legati al Covid-19, per 12,5 milioni di euro su crediti commerciali a fronte del rischio di concentrazione e per 12,0 milioni di euro su posizioni con vintage elevata.

In ambito ESG, nel 2021, abbiamo rafforzato il nostro posizionamento distintivo verso un futuro più sostenibile e inclusivo, anche grazie alla costituzione del Comitato Sostenibilità. Banca Ifis è stata la prima challenger bank italiana ad aderire alla Net-Zero Banking Alliance: ci siamo impegnati, entro 18 mesi dalla sottoscrizione, a definire i target di riduzione delle emissioni al 2030 e ad azzerare quelle dell’intero portafoglio entro il 2050. Banca Ifis è stata inoltre certificata – primo istituto in Italia – per la parità di genere dal Winning Women Institute» conclude Geertman.

 

(1) Le rettifiche/riprese di valore nette su crediti afferenti al Settore Npl sono state, nei prospetti seguenti, riclassificate fra gli Interessi attivi e proventi assimilati nella misura in cui rappresentativi dell’operatività di tale business e parte integrante del rendimento dell’attività di business. Anche per tale motivo, al di fuori della peculiare operatività, sono stati classificati tra le rettifiche di valore gli effetti di un’analisi svolta anche in risposta alla pandemia da Covid-19.

Condividi