Skip to content Logo Banca Ifis

Banca Ifis, nel primo trimestre accelera la valorizzazione degli asset non core e l’integrazione con illimity, che fornisce un positivo contributo sull’utile di Gruppo. Avviato il progetto di revisione strategica in ambito NPL.

Focus sulla banca commerciale e ingresso in nuovi business, retail e private banking, per ampliare il nuovo modello di Banca a servizio di imprese, imprenditori e famiglie

  • Dopo aver concluso con successo le acquisizioni di illimity Bank ed Euclidea SIM (oggi Fürstenberg SIM), Banca Ifis avvia il progetto di revisione strategica del Gruppo con l’obiettivo di proseguire il percorso di crescita e il mantenimento dei suoi elevati livelli di patrimonializzazione e remunerazione degli azionisti, in una logica di coerenza e sostenibilità finanziaria nel lungo periodo.
  • L’implementazione di questo nuovo modello permetterà al Gruppo una maggiore focalizzazione sul commercial banking per le PMI, con un portafoglio di prodotti e servizi per le imprese oggi completo grazie all’apporto di illimity, che si conferma un asset di valore strategico nel nuovo modello, anche rispetto al segmento private banking con la nuova divisione Fürstenberg (Fürstenberg SIM e Fürstenberg SGR).
  • Gli organi sociali hanno deliberato l’avvio del progetto di ridisegno strategico volto al deconsolidamento del portafoglio Npl, valutando tutte le opzioni.

Procede come da programma il percorso di valorizzazione degli asset non strategici

  • La Banca è in fase avanzata di negoziazione per la dismissione delle due principali controllate non strategiche rispetto al nuovo disegno di Gruppo: AREC neprix e Abilio. Tali operazioni costituiscono un passaggio chiave nel percorso di focalizzazione strategica e semplificazione della struttura del Gruppo.
  • Il perfezionamento delle due dismissioni è previsto entro il secondo trimestre del 2026.

Redditività solida in un trimestre caratterizzato dalla stagionalità

  • L’utile netto del primo trimestre 2026, pari a 31 milioni di euro, registra il primo positivo contributo di illimity sull’utile di Gruppo, con il positivo apporto del segmento Turnaround, a dimostrazione della capacità di Banca Ifis di esprimere valore.
  • Il CET1 ratio si attesta al 13,71% al 31 marzo 2026, escludendo l’utile netto del primo trimestre 2026 e dopo la deduzione integrale del dividendo 2025. Un livello che conferma la solidità patrimoniale del Gruppo e la sua capacità di sostenere crescita e remunerazione degli azionisti.
  • Per l’esercizio 2025 è prevista una distribuzione complessiva di dividendi pari a 129 milioni di euro (2,12 euro per azione). Di questi, 73 milioni di euro (1,20 euro per azione) sono già stati distribuiti a novembre 2025, mentre i restanti 56 milioni di euro (0,92 euro per azione) saranno corrisposti il 20 maggio 2026, a riprova dell’impegno del Gruppo nella creazione di valore per gli azionisti.

Risultati consolidati del primo trimestre 2026
Dati consolidati riclassificati[1] – 1° gennaio 2026 / 31 marzo 2026

  • L’utile netto consolidato di pertinenza della Capogruppo del 1° trimestre 2026 si è attestato a 31,3 milioni di euro, confermando una solida capacità di generazione di utili anche in un contesto stagionalmente meno favorevole.
  • Il margine di intermediazione si attesta a 216,4 milioni di euro, trainati da un margine di interesse pari a 127,4 milioni di euro, da commissioni nette per 33,7 milioni di euro e da ricavi da attività di trading e altri proventi per 55,3 milioni di euro. La performance è stata sostenuta dal contributo del segmento Turnaround. I ricavi da Npl sono risultati temporaneamente più contenuti, riflettendo il calendario e le caratteristiche delle operazioni di acquisto di portafogli.
  • Il costo del credito del trimestre, pari a 10,3 milioni di euro, riflette un approccio prudente nella gestione del rischio, coerente con il profilo qualitativo del portafoglio e con la focalizzazione su attività a maggiore resilienza, includendo anche le prime evidenze derivanti dal perimetro illimity.
  • I costi operativi complessivi nel primo trimestre 2026 si attestano a 150,0 milioni di euro, di cui 63,4 milioni di euro relativi al costo del personale e 83,5 milioni di euro ad altre spese amministrative, confermando un elevato livello di disciplina sui costi nonostante l’ampliamento del perimetro di consolidamento. Le sinergie di costo diventeranno visibili dal 2027, a seguito del completamento del percorso di integrazione e della piena attuazione delle iniziative di efficientamento, inclusa la razionalizzazione delle strutture operative, dei sistemi informativi e delle spese amministrative.
  • Il risultato ante imposte del trimestre è pari a 50,5 milioni di euro, con imposte per 19,2 milioni di euro, a conferma della solida capacità di generazione di risultati della gestione operativa, anche in presenza di elementi non ricorrenti.
  • La posizione di liquidità al 31 marzo 2026 è pari a circa 2,4 miliardi di euro di riserve e attivi liberi finanziabili in BCE (LCR superiore al 700%). Il solido profilo di liquidità e funding del Gruppo è stato ulteriormente rafforzato con il collocamento a luglio 2025 di un prestito obbligazionario di tipo Senior Preferred per un ammontare di 400 milioni di euro con scadenza a novembre 2029 e con cedola del 3,625%, e a gennaio 2026 di un prestito subordinato Tier 2 per ammontare di 400 milioni di euro con scadenza decennale e con cedola del 4,55%.

Requisiti di capitale2

  • Il CET1 è pari a 13,71% (12,95% al 31 dicembre 2025) e il TCR è pari a 18,97% (15,32% al 31 dicembre 2025), e tali indicatori sono calcolati escludendo l’utile generato nel primo trimestre 2026. La solida posizione patrimoniale ha consentito di deliberare la distribuzione di 129 milioni di euro sul dividendo 2025, di cui 73 milioni di euro (1,20 euro per azione) distribuiti il 26 novembre 2025 e 56 milioni di euro (0,92 euro per azione) che verranno distribuiti il 20 maggio 2026.

***

Roma, 7 maggio 2026 – Il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis, riunitosi oggi sotto la Presidenza di Ernesto Fürstenberg Fassio, ha approvato i risultati consolidati relativi al primo trimestre 2026.

«Nel 2025 abbiamo completato con successo l’acquisizione di illimity e di Euclidea SIM. Sono state operazioni trasformative che hanno permesso di ampliare il perimetro del Gruppo, rafforzando la nostra offerta di prodotti di credito e di servizi finanziari: oggi possiamo servire ancora meglio le imprese, ma anche offrire agli imprenditori una gestione patrimoniale moderna per valorizzarne i patrimoni, mentre alle famiglie porteremo una efficiente piattaforma di sistemi di pagamento moderna e smart. L’odierno Consiglio di amministrazione ha avviato un progetto di revisione strategica del Gruppo che, dopo il completamento dell’OPAS su illimity Bank e le opportunità che da essa ne derivano, mi vedrà come Presidente guidare un nuovo percorso di crescita e di costruzione di valore, iniziato nel 1983 da mio Padre Sebastien Egon Fürstenberg. L’obiettivo è mantenere adeguati i livelli di patrimonializzazione, continuando a garantire remunerazioni importanti e costanti per i nostri azionisti. Il progetto avviato riguarda il settore NPL – interessato come noto da un’evoluzione del quadro regolatorio ancora in atto – e la possibilità di esplorare, da oggi, le migliori opzioni strategiche per il nostro gruppo bancario, indirizzato sempre di più al credito specialistico verso le aziende del nostro Paese», dichiara Ernesto Fürstenberg Fassio, Presidente di Banca Ifis.

 «Nel primo trimestre 2026 alcune delle nostre attività – in particolare NPL, equity investment e turnaround – presentano una naturale variabilità trimestrale. Nel periodo abbiamo registrato eventi specifici che tenderanno a riequilibrarsi nel corso dell’anno. Il 2026 è un anno in cui rafforzare la resilienza di lungo periodo, portando avanti l’integrazione di illimity e la razionalizzazione del perimetro. Queste scelte possono generare volatilità nei risultati dei prossimi trimestri, ma sono pienamente coerenti con l’obiettivo di costruire una banca commerciale per le PMI solida, capace di sviluppare nuovi business, ed efficiente in termini di allocazione del capitale. Confermiamo il nostro approccio proattivo rispetto al contesto regolamentare e macroeconomico. In particolare, dato il quadro caratterizzato da maggiore intensità di capitale dovuto al calendar provisioning, abbiamo avviato un’analisi strategica del business NPL, valutando diverse opzioni che consentano di preservare flessibilità strategica e rendimenti coerenti con il livello di rischio. La solidità patrimoniale e la nostra diversificazione dei business ci permettono di affrontare questa fase con equilibrio, prioritizzando al tempo stesso una remunerazione attrattiva per gli azionisti. Restiamo concentrati sull’esecuzione: integrazione, derisking selettivo, gestione del capitale e sviluppo commerciale a supporto all’economia reale», dichiara Frederik Geertman, Amministratore Delegato di Banca Ifis.

 ***

Il Settore Commercial & Corporate Banking di Banca Ifis, che non include il contributo di illimity, ha generato ricavi complessivi per 81 milioni di euro nel periodo, confermandosi il principale pilastro del modello di business di Banca Ifis. Gli impieghi medi si attestano a 7,1 miliardi di euro, sostenuti da una base clienti ampia e diversificata. Il Factoring resta la principale fonte di ricavi con 37 milioni di euro, affiancato dal Corporate Banking & Lending (28 milioni di euro) e Leasing (16 milioni di euro), che continuano a mostrare dinamiche operative resilienti. Nel complesso, il segmento evidenzia tenuta dei volumi, qualità degli impieghi e forte posizionamento sulle PMI.

I ricavi del Settore Npl di Banca Ifis del primo trimestre 2026, che non include il contributo di illimity, sono pari a 47,2 milioni di euro. Gli incassi dell’attività di recupero, escludendo le cessioni di portafogli, sono stati pari a 98 milioni di euro. Il dato evidenzia la buona efficacia delle attività di recupero, sia giudiziali sia stragiudiziali, e conferma la resilienza operativa della piattaforma Npl, anche in un contesto di maggiore selettività sugli acquisti e di progressivo riposizionamento del business.

La strategia sul fronte della raccolta è concentrata sul rifinanziamento dei depositi retail in scadenza a tassi di interesse più favorevoli che riflettano la riduzione del tasso base mantenendo al contempo la tradizionale relazione con la base clienti. Il costo medio della raccolta di Banca Ifis, escludendo il contributo di illimity, nel primo trimestre 2026 si è attestato a 3,0%, in costante riduzione trimestre dopo trimestre. Sul mercato dei capitali, l’8 luglio 2025 Banca Ifis ha emesso un’obbligazione senior (rendimento del 3,625%) per rifinanziare l’obbligazione senior da 300 milioni di euro (rendimento del 6,625%) di illimity Bank con scadenza a dicembre 2025. Per Banca Ifis, si tratta dell’emissione obbligazionaria col minore spread di credito della propria storia. Il 13 gennaio 2026 Banca Ifis ha emesso un’obbligazione Tier 2 a 10 anni da 400 milioni di euro, con una cedola del 4,55%. Questa emissione rafforza il capitale regolamentare della Banca, segnando lo spread più basso di sempre per un’obbligazione Tier 2 della Banca.

I Core originated Npe ratio lordo e netto del Gruppo Banca Ifis al 31 marzo 2026 relativi alla propria attività creditizia verso la clientela sono pari rispettivamente al 6,2% e al 3,9%, in aumento rispetto al 5,2% e al 3,1% del dicembre 2025 per effetto di riclassificazioni a Npe di posizioni del portafoglio di illimity e di B-ilty. Si evidenzia che le posizioni di B-ilty sono coperte per l’80% dalla garanzia statale. I ratio di asset quality sono calcolati escludendo i crediti del Settore Npl, i titoli di Stato valutati al costo ammortizzato nonché le attività finanziarie deteriorate acquisite o originate (POCI), o con essi come sottostanti, sia per finalità di business (ad esempio, per il rilancio e la valorizzazione di imprese in situazioni di temporanea difficoltà) sia emerse in seguito ad operazioni di business combination. Analogamente sono stati esclusi dal calcolo dei ratio i portafogli che hanno come sottostante contenziosi in materia di appalti, emersi in seguito ad operazioni di business combination in quanto non aderenti al modello di business del Gruppo.

I coefficienti patrimoniali confermano la forte solidità del Gruppo. Entrambi i principali indicatori si mantengono ampiamente superiori ai livelli minimi richiesti, con il CET1 Ratio consolidato pari a 13,71% (12,95% al 31 dicembre 2025) e il Total Capital Ratio consolidato pari al 18,97% (15,32% al 31 dicembre 2025), calcolati escludendo l’utile generato nel primo trimestre 2026. Per l’esercizio 2025 è prevista una distribuzione complessiva di dividendi pari a 129 milioni di euro (2,12 euro per azione). Di questi, 73 milioni di euro (1,20 euro per azione) sono già stati distribuiti a novembre 2025, mentre i restanti 56 milioni di euro (0,92 euro per azione) saranno corrisposti il 20 maggio 2026.

***

Banca Ifis e l’impegno nella sostenibilità

Banca Ifis integra la sostenibilità in tutte le sue dimensioni, ambientale, sociale e di governance, nel proprio modello di business. Al fine di rafforzare ulteriormente il proprio approccio, nel primo trimestre del 2026, la Banca ha sottoscritto i Principles for Responsible Banking (PRB) promossi dalle Nazioni Unite e ha aderito a United Nations Global Compact (UNGC), a testimonianza del proprio impegno nel promuovere un sistema finanziario più sostenibile e inclusivo su scala globale. L’impegno del Gruppo è stato riconosciuto anche dalle principali agenzie di rating a livello internazionale: prima tra tutti MSCI, che ha assegnato a Banca Ifis il rating ESG di AAA, il livello massimo nella sua scala di valutazione. Questo giudizio, innalzato per due anni consecutivi, posiziona la Banca tra i leader della sostenibilità a livello globale. Oltre a MSCI, Banca Ifis ha ottenuto da parte di Moody’s un punteggio di impatto creditizio ESG (CIS) di 2, confermandola come un esempio virtuoso sul mercato, con particolare riferimento all’ambito Governance e una valutazione di B, in una scala da F ad A, da parte di CDP (già Carbon Disclosure Project), organizzazione non profit che valuta l’impatto ambientale delle aziende. All’elevato posizionamento sui principali rating internazionali si aggiunge per il secondo anno di fila il premio ottenuto nel 2025 dalla Banca come miglior programma ESG in Europa nel segmento Specialty Finance, assegnato dalla società indipendente Extel Institutional Investors. Il Gruppo proseguirà nel rafforzamento del proprio impegno in ambito sostenibilità attraverso un approccio sempre più strutturato e integrato con la controllata illimity Bank, consolidando ulteriormente il proprio posizionamento.

I riconoscimenti arrivano al termine di un percorso che ha visto anche la creazione di un’agenda ESG strutturata sotto il profilo sociale attraverso il “Social Impact Lab” Kaleidos. Nato per volontà del Presidente Ernesto Fürstenberg Fassio, Kaleidos promuove iniziative culturali, sociali e di supporto al territorio e al benessere della collettività. Dalla sua creazione ad oggi, il Social Impact Lab ha realizzato oltre 60 iniziative per un impegno complessivo di 10 milioni di euro. Per quantificare l’impatto sociale generato da queste progettualità, Banca Ifis, in collaborazione con Triadi – spinoff del Politecnico di Milano guidato dal prof. Mario Calderini – ha sviluppato un modello di misurazione dell’impatto che permette di quantificare in termini economici il ritorno generato da queste iniziative. Applicato a tutte le progettualità di Kaleidos già realizzate, il modello di misurazione d’impatto ha evidenziato come un euro investito da Banca Ifis in iniziative sociali abbia generato, in media, 5,3 euro di valore sociale. Tra le iniziative più rilevanti realizzate si segnalano quelle nell’ambito della ricerca medico scientifica, con il supporto alla Fondazione Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per l’acquisto di una PET-TAC e nel progetto di ricerca teso a valutare la sicurezza e l’efficacia della terapia genica con cellule CAR-T sui giovani pazienti con recidiva o refrattari alle altre cure oggi disponibili per i tumori maligni del sistema nervoso centrale. Altra significativa collaborazione pluriennale è quella con la Fondazione Ricerca Biomedica Avanzata di Padova, tramite i progetti “Adotta un ricercatore”, l’acquisto del microscopio Lightsheet, un innovativo strumento tecnologico che consentirà grandi passi avanti nello studio delle patologie neuromuscolari e metaboliche e il sostegno alla Biobanca di Organoidi, una piattaforma tecnologicamente avanzata dedicata alla raccolta, conservazione e analisi dei dati relativi agli organoidi. Inoltre, nel primo trimestre 2026 l’impegno del Gruppo a favore della prevenzione si è ulteriormente rafforzato grazie al sostegno del progetto di screening “Primavera del Cuore” promosso dal professor Fausto Rigo, volto alla promozione della prevenzione cardiaca.  Sempre grazie a Kaleidos, Banca Ifis è intervenuta a supporto di progetti rivolti alle categorie più fragili, come la collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare Onlus che, oltre ad aver permesso di distribuire l’equivalente di dieci milioni di pasti alle persone in difficoltà, ha consentito lo sviluppo di un nuovo progetto dal carattere innovativo che permette il recupero delle eccedenze di carne dalla Grande Distribuzione Organizzata (GDO), per trasformarla attraverso la cottura e distribuirla, sottoforma di prodotto finito, alle persone bisognose.

L’impegno sociale di Banca Ifis si è concretizzato anche attraverso “Ifis art”, il progetto voluto e ideato dal Presidente Ernesto Fürstenberg Fassio per la valorizzazione dell’arte, della cultura, della creatività contemporanea e dei loro valori, anche attraverso iniziative pubblico-private. Simbolo di Ifis art è la collezione del Parco Internazionale di Scultura di Villa Fürstenberg. Il Parco ha riaperto ufficialmente al pubblico lo scorso 16 aprile con una nuova opera di Anselm Kiefer che arricchisce la ricca collezione di 27 opere di alcuni tra i più noti esponenti dell’arte contemporanea italiana e internazionale. In questo contesto, l’Ufficio Studi di Banca Ifis ha misurato i risultati prodotti dal Parco Internazionale di Scultura da un punto di vista sociale, secondo il modello di misurazione d’impatto sviluppato dalla Banca con il Politecnico di Milano. Stando alle risposte dei visitatori intervistati, il Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis genera un moltiplicatore pari a 7,4: tradotto in termini pratici, un euro investito dalla Banca nel Parco genera oltre 7 euro di valore sociale per il territorio. Questo valore riflette un miglioramento del benessere personale e lo sviluppo del pensiero creativo dei visitatori e di coloro che hanno partecipato ai workshop organizzati all’interno del Parco. Sempre nell’ambito di Ifis art, Banca Ifis ha completato i lavori per il salvataggio,la messa in sicurezza e il restauro di The Migrant Child, una delle due sole opere dell’artista Banksy presenti sul suolo italiano. L’opera è stata definitivamente salvata il 24 luglio 2025 e sarà presentata a Venezia al pubblico nelle giornate del 7, 8 e 9 maggio 2026 a margine di Biennale Arte. I lavori sul Palazzo sono stati affidati a Zaha Hadid Architects e saranno finalizzati a trasformare l’immobile in uno spazio espositivo per giovani artisti in collaborazione con Padiglione Italia della Biennale di Venezia.

 

[1] Le riclassificazioni e aggregazioni del conto economico consolidato riguardano le seguenti fattispecie:

  • le rettifiche/riprese di valore nette afferenti al Settore Npl sono riclassificate fra gli interessi attivi e proventi assimilati (e quindi all’interno della voce “Margine di interesse”) nella misura in cui rappresentative dell’operatività di tale business e parte integrante del rendimento dell’attività di business;
  • gli accantonamenti netti su fondi per rischi e oneri sono esclusi dal computo dei “Costi operativi”;
  • le voci di costo e ricavo ritenute come “non ricorrenti” (ad esempio perché connesse direttamente o indirettamente ad operazioni di aggregazione aziendale, come il c.d. “gain on a bargain purchase” ai sensi dell’IFRS 3), sono esclusi dal computo dei “Costi operativi”, e pertanto sono stornati dalle rispettive voci da Schema di Bilancio Circolare 262 (es. “Spese amministrative”, “Altri oneri/proventi di gestione”) e inseriti in una specifica voce “Oneri e proventi non ricorrenti”;
  • gli oneri ordinari e straordinari introdotti a carico delle banche del Gruppo (Banca Ifis, Banca Credifarma e illimity Bank) in forza dei meccanismi di risoluzione unico e nazionale (FRU e FRN) e del meccanismo di tutela dei depositi (c.d. DGS o FITD) sono esposti in una voce separata denominata “Oneri relativi al sistema bancario” (la quale è esclusa dal computo dei “Costi operativi”), anziché essere evidenziati nelle voci “Altre spese amministrative” o “Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri“;
  • sono ricondotti nell’ambito dell’unica voce “Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito”:
    – le rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (ad eccezione di quelle relative al Settore Npl di cui al punto sopra) e ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
    – gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito riferiti a impegni e garanzie rilasciate;
    – gli utili (perdite) da cessione/riacquisto di finanziamenti al costo ammortizzato diversi da quelli del Settore Npl.

 

[2]  Le riclassificazioni e aggregazioni del conto economico consolidato riguardano le seguenti fattispecie:

  • le rettifiche/riprese di valore nette afferenti al Settore Npl sono riclassificate fra gli interessi attivi e proventi assimilati (e quindi all’interno della voce “Margine di interesse”) nella misura in cui rappresentative dell’operatività di tale business e parte integrante del rendimento dell’attività di business;
  • gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri sono esclusi dal computo dei “Costi operativi”;
  • le voci di costo e ricavo ritenute come “non ricorrenti” (ad esempio perché connesse direttamente o indirettamente ad operazioni di aggregazione aziendale, come il c.d. “gain on a bargain purchase” ai sensi dell’IFRS 3), sono esclusi dal computo dei “Costi operativi”, e pertanto sono stornati dalle rispettive voci da Schema di Bilancio da Circolare 262 di Banca d’Italia (es. “Spese amministrative”, “Altri oneri/proventi di gestione”) e inseriti in una specifica voce “Oneri e proventi non ricorrenti”;
  • gli oneri ordinari e straordinari introdotti a carico delle banche del Gruppo (Banca Ifis, Banca Credifarma e illimity Bank) in forza dei meccanismi di risoluzione unico e nazionale (FRU e FRN) e del meccanismo di tutela dei depositi (c.d. DGS o FITD) sono esposti in una voce separata denominata “Oneri relativi al sistema bancario” (la quale è esclusa dal computo dei “Costi operativi”), anziché essere evidenziati nelle voci “Altre spese amministrative” o “Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri”;
  • sono ricondotti nell’ambito dell’unica voce “Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito”:
    – le rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (ad eccezione di quelle relative al Settore Npl, di cui al punto sopra) e ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
    – gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito riferiti a impegni e garanzie rilasciate;
    – gli utili (perdite) da cessione/riacquisto di finanziamenti al costo ammortizzato diversi da quelli del Settore Npl.